Serie A, Tommasi: «Giocatori pronti a riprendere la stagione»

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Il presidente dell’AIC Tommasi ha parlato della situazione relativa alla ripresa della Serie A e non solo

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il presidente dell’AIC Damiano Tommasi ha parlato affrontato diverse tematiche relative alla ripresa della Serie A e non solo.

«In Serie A ci sono squadre che devono pagare la mensilità di gennaio. All’estero se si salta la mensilità non si gioca. Nelle riunioni si era parlato di spostare al 30 giugno i controlli per il mese di marzo, invece nella stessa seduta del Consiglio federale in cui si è spostata la fine della stagione, è stato spostato il controllo al momento dell’iscrizione. Si parla soprattutto di squadre di Lega Pro, dove i giocatori che non prendono stipendi da gennaio rischiano di prenderli nuovamente a fine agosto. Noi con la Lega Pro abbiamo raggiunto un accordo sugli stipendi. Serie A e Lega Pro devono essere distinte, è la prima volta che vengono equiparate. Noi abbiamo sempre fatto di tutto affinché i singoli giocatori trovino l’accordo con le società, non solo nel caso della Juventus. Nelle prossime settimane ci sarà un altro tema importante, Quello dei contratti in scadenza al 30 giugno. La proroga legale è impossibile, una delle strade è il gentlemen agreement. Penso però ai prestiti, in cui per il prolungamento serve un accordo tra le tre parti: immaginate se si dovessero affrontare per un obiettivo le due squadre che devono trovare l’accordo per il prestito. Oppure i giocatori che hanno già trovato un accordo con un’altra squadra. Serve un accordo tra gentiluomini, ma purtroppo vedo troppe persone che vogliono approfittarsi della situazione».

Ripresa e Piano B – «Un’altra cosa che si deve fare è trovare già adesso un piano b in caso di interruzione, altrimenti ci saranno pressioni in base ai singoli interessi. Da parte nostra e da parte della Lega di A non c’è la possibilità di incidere nella posizione del singolo giocatore per quanto riguarda il prolungamento del contratto in scadenza. C’è un tavolo tecnico che si dovrà riunire domani o dopodomani con la Lega di A. Se ci sono le condizioni i calciatori sono contenti di ripartire. Tutti noi vediamo che la quotidianità sta cambiando ed è lecito poter cambiare anche la quotidianità lavorativa. Le regole fissate oggi potrebbero essere eccessive tra un mese, e se la situazione migliora in questo senso non vedremo l’ora di scendere in campo. Non voglio parlare di sciopero in questa situazione. Dobbiamo preoccuparci se si parla di playoff perché significherebbe che qualcosa si sarebbe inceppato. E organizzare partite nell’incertezza sarebbe difficile».

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