Sergio: «Vedo Torino-Lazio come una partita molto equilibrata, ecco perché»
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Sergio: «Vedo Torino-Lazio come una partita molto equilibrata, ecco perché»

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Sergio: «Vedo Torino-Lazio come una partita molto equilibrata, ecco perché». Le parole dell’ex giocatore

La Lazio domani tornerà in campo contro il Torino. Vincere sarà fondamentale per risalire in classifica, soprattutto davanti a una sfida che nasconde numerose insidie come sottolineato dall’ex terzino biancoceleste Raffaele Sergio ai microfoni di Radio Incontro Olympia. Le sue parole.

PAROLE– «Giocare su tre fronti è molto difficile, la Champions League è un torneo in cui ci sono avversarie molto molto forti e affrontare un impegno ogni tre giorni è complicato. La Lazio quest’anno ha una rosa più competitiva rispetto agli altri anni e questo comporta che probabilmente si poteva fare qualcosa in più. Domenica ho visto il primo tempo della Lazio e devo dire che è stato ottimo, quel gol strano costato il pareggio del Bologna ha cambiato la partita. Se la Lazio fosse arrivata in vantaggio le cose sarebbero state diverse. Difesa? Credo che sia ben coperta nei ruoli d’esterno difensivo, ci sono interpreti di grande spessore, lo stesso Marusic può svolgere bene i compiti su entrambe le fasce, non credo sia questo il reparto in cui bisognerà intervenire con maggiore energia sul mercato».

TORINO LAZIO– «Vedo Torino-Lazio come una partita molto equilibrata, la rosa dei granata è buona e ha trovato anche un equilibrio tattico importante, la Lazio deve stare molto attenta. Juric è un allenatore molto bravo, la Lazio può fare risultato ma deve tenere in considerazione i passi avanti fatti dal Toro negli ultimi due mesi ».

GIOCO– «Negli ultimi trent’anni tatticamente abbiamo cercato tutti di copiare il Barcellona. Io gestisco una scuola calcio e vedo che le Federazioni danno delle linee guida, già a 6-7 anni c’è l’indicazione di non attaccare il primo portatore di palla, togliendo quella che è la filosofia di uno sport di contatto già dalla scuola calcio. Questo ha fatto togliere anche la fantasia. Poi però l’allenatore rimane in panchina o va fuori solo se fa i risultati, una situazione cruda ma che corrisponde alla realtà ».

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