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Dal Verona a Verona: come Radu si è ripreso la Lazio

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Nel giro di pochi mesi, l’avventura di Stefan Radu alla Lazio è radicalmente cambiata e mutata. Ancora una volta

12 dicembre 2020. 11 aprile 2021. Due date che, lette così, sembrano non avere alcun significato particolare e alcun legame specifico. Eppure basta sfogliare il calendario della Lazio per leggere, fin da subito, tra le righe. E che c’è una parola, anzi una squadra, che le lega in maniera indissolubile, ossia il Verona. In realtà però c’è ben altro da raccontare.

Occorre, per un attimo, fare un tuffo nel passato e forse farsi anche un po’ del male. Infatti in quel freddo sabato sera di dicembre, quando si era ancora alle prese con le sbornie del passaggio del turno in Champions League, la Lazio cade in casa contro la squadra di Juric. Un 1-2 che grida vendetta, soprattutto per come matura. Infatti protagonista in negativo di quel match è Stefan Radu. Il rumeno, con un retropassaggio a dir poco assassino, ha dato il la al raddoppio dei veneti, firmato da Tameze.

Un errore che è senza alcun dubbio l’emblema di un inizio di stagione a dir poco complicato. Un qualcosa che può essere rappresentato alla perfezione dal fatto che, nel girone della massima competizione europea, Stefan totalizza una sola presenza, proprio nell’ultima sfida decisiva all’Olimpico contro il Bruges. Il resto può essere descritto con una sola parola: infortuni.

Il tunnel per il difensore inizia il 4 ottobre, giorno della partita casalinga contro l’Inter, quando è costretto a lasciare il campo dopo 16′. Un problema alla coscia che lo tiene lontano dai campi per circa un mese. Dopo il rientro, sembra pian piano trovare ritmo e ritagliarsi il suo spazio. Ma ecco che, quando il peggio pare esser messo alle spalle, un’ernia inguinale lo costringe di nuovo ai box all’inizio del 2021.

Stefan Radu e Lazio, un amore senza fine

Ed ecco che. come è accaduto tante volte in questi anni, c’è chi inizia a parlare di un giocatore che, a 34 anni, non dà più garanzie dal punto di vista fisico e, con un contratto in scadenza nel 2021, si pensa già al futuro e al suo sostituto. Ma, ancora una volta, Stefan dimostra di essere una sorta di vera e propria araba fenice, risorgendo dalle sue ceneri.

«Sei sei a terra non strisciare mai.. Se ti diranno sei finito, non ci credere….Devi contare solo su di te…», cantava Gianni Morandi in Uno su mille. Parole che sembrano essere cucite alla perfezione sulla carriera biancoceleste del buon Stefan. Quest’ultimo infatti si riprende la scena a suon di prestazioni, carattere prestazioni e personalità. Tutto quello che non gli è mai mancato. E per di più che il periodo d’oro per lui coincide con il raggiungimento di un traguardo storico e di un record: le 402 presenze in con la maglia della Lazio. Un obiettivo toccato sabato con lo Spezia, ma che con il Verona sarà ancora più reale. Dal Verona a Verona: è bastato un girone per dimostrare che il tempo sembra non passare. È bastato un girone per dimostrare che il rinnovo ora non deve essere una chimera. È bastata un girone per dimostrare che certi amori sono senza fine. Anzi, non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Perché Radu e la Lazio sono fatti l’uno per l’altra.

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