Lazio, Parolo: «I tifosi ci facevano partire in vantaggio. Amo questa maglia»

Lazio-Atalanta
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 Il centrocampista della Lazio è intervenuto ai microfoni della radio biancoceleste per raccontare come sta vivendo la quarantena

Come tutti, anche i giocatori biancocelesti stanno vivendo la quarantena causata dal Coronavirus in casa. Oggi Marco Parolo è intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio per raccontare le sue giornate in vista della ripresa della Serie A.

QUARANTENA – «Oltre agli allenamenti faccio del giardinaggio che mi rilassa e mi diverte. Ora c’è tempo e ci passo anche diverso tempo. Il giardino non è come un campo da calcio che manca molto. Con mio figlio abbiamo fatto tante cose: compiti, campana… passiamo del tempo in famiglia e cerco di recuperare il tempo perso negli anni. Ovvio che non si vede l’ora di ripartire visto che sono quasi due mesi che stiamo fermi. Penso che all’inizio si partirà a razzo perchè c’è l’adrenalina di ricominciare ma poi si tornerà ad avere il piacere nel fare le piccole cose che si tralasciavano prima. Anche la cura per la persona sarà diversa. Ogni cosa negativa, se analizzata, porta cose belle quindi bisogna ripartire da qui. L’Italia è il paese che riesce sempre a trovare una soluzione a tutto. Mi auguro una ripresa energica ma non folle. Sto leggendo il libro di Gianni Mura sul triangolo rosso visto che il ciclismo è la mia passione sin da piccolo. E’ molto piacevole ed è scritto in maniera poetica da un’icona del giornalismo sportivo. Fortunatamente Varese è stata colpita minorenne rispetto a Milano Sud. Piano piano si sta ripartendo, rispettando le richieste dello Stato. E’ migliorata l’attenzione delle persone nelle cose. Mi manca l’adrenalina da competizione che nutre noi sportivi. Sento la mancanza anche della sfida nella partitella e la quotidianità. Tanta è la voglia di tornare».

eSPORTS – «Ho seguito molto Ciro nei videogiochi, è una passione che abbiamo in comune ed è stato bello vederlo perchè anche io gioco con la Formula1. Io non lo faccio perché poi mi innervosisco subito (ride ndr). Io preferisco Call of Duty. Non ho mai guidato un auto di F1 però sono riuscito ad andare nei box ed è un mondo veramente affascinante. Da fuori può sembrare noioso ma ha tanta adrenalina. Le sfide con Immobile con i GoKart mi hanno fatto rosicare. Conservo ancora il pallone della vittoria contro il Pescara».

TIFOSI – «L’assenza del pubblico sarà un problema perché si era creata sinergia: con loro stavamo già 1-0 per noi. Il popolo laziale sa tifare meglio di tutti, anche in trasferta. Ci hanno fatto vivere emozioni forti e sarà un problema per noi ma compenseremo con la voglia di raggiungere l’obiettivo. Sarà strano ma si capirà tutto dopo il primo sguardo in ritiro».

STAGIONE – «Ad Auronzo ero convinto avremmo fatto bene. Tutto ha caratterizzato la stagione per qualcosa di straordinario. Quando lotti per qualcosa di concreto (un trofeo) è diverso rispetto ad un obiettivo ideale (l’accesso in Champions). Questo sogno deve trascinarci. Due step sono stati fatti rispetto alle stagioni passate: la costruzione da dietro e la fase di non possesso. Queste cose ci hanno aiutato a migliorare ed è anche il bello di un gruppo solido. Lavorare e vedere i video ci ha aiutato per essere una delle migliori difese del campionato, oltre ad avere i singoli molto forti. La Juve degli anni passati non faceva un pressing asfissiante, ma difendevano di squadra come stiamo facendo noi ora. Un lavoro di gruppo utile. Molti giocatori che pensavano di non essere bravi in fase difensiva, sono migliorati molto anche con il cambio di mentalità. Il mister ed il suo staff hanno avuto la capacità di prendere tutte le cose positive e metterle insieme. Quando uno è bravo ed è capace ce la fa, i risultati parlano chiaro. Si può ancora migliorare».

STAGIONE PERSONALE – «La mia stagione è stata diversa dalle altre perchè non sono più un titolare inamovibile e quindi anche la mia mentalità si è dovuta adattare. All’inizio ho fatto fatica anche con gli allenamenti, poi ho capito che posso essere utile anche durante il match. Ho tanta voglia ancora di allenarmi e mettere in difficoltà l’allenatore. Sono soddisfatto anche per come ho modificato velocità il modi di ragionare e giocare per la squadra. Amo questa maglia, questa piazza, quest’ambiente e quindi mi sono messo a disposizione senza pensarci».

CATALDI – «Cataldi è già un dopo Leiva, non lo deve diventare. Ci sta aiutando molto ed è cresciuto tanto. Può essere un perno importante per il futuro della Lazio. Potrà diventare titolare senza problemi nel breve futuro».

SCUOLA CALCIO – «La mia scuola calcio è ferma purtroppo e stiamo vedendo se possiamo ripartire in estate. Dispiace perchè è bello vedere i bambini inseguire il loro sogno, non la loro ossessione».

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