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Oddo: «Il mio cuore è sempre molto vicino alla Lazio. Quel gol nel derby…»

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Massimo Oddo è tornato a parlare – con profondo affetto – del suo periodo alla Lazio. Ecco le parole dell’ex capitano biancoceleste

Cinque anni con l’Aquila sul cuore. Abbastanza per creare un legame indissolubile con la Lazio e i suoi tifosi. Massimo Oddo – ex difensore ed ex capitano biancoceleste – si è raccontato a cuore aperto, in un’intervista per il Lazio Style 1900 Official Magazine. Ecco le sue parole:

IMPATTO APPENA ARRIVATO – «L’impatto di un qualsiasi giovane che passa da una piccola squadra ad una grande realtà. Arrivai nella grande Lazio di Couto, Mihajlovc, Stam e Nesta. Non era semplice farsi spazio lì in mezzo (ride, ndr)».

CAMPIONI IN ROSA – «Ho conosciuto tanti giocatori forti, però guardavo di più chi giocava in difesa. Studiavo da vicino Couto, Stam e Nesta per imparare il più possibile da loro».

TITOLARE CON MANCINI – «Fu un percorso particolare perché nel girone d’andata giocai appena 5 partite. Poi Mancini mi diede spazio contro la Juventus a Torino e vincemmo, battendo il record di vittorie fuori casa. Da quel giorno, mi diede sempre più fiducia».

GARA EMOZIONANTE – «Il debutto in Champions League, ricordo ancora la prima in casa del Besiktas. Coronai il sogno di ogni ragazzo: esordire in uno stadio del genere in un palcoscenico importante. Non posso non citare poi la partita contro il Chelsea a Londra».

ARRIVO DI LOTITO – «Fui l’ultimo acquisto dell’era Cragnotti ed il mio grande legame con l’ambiente laziale nacque con la voglia di riportare in alto la Lazio di Lotito, che stava affrontando un periodo non facile. Insieme ai calciatori rimasti, la riportammo in alto, facendole riassaporare la Champions League. Fu un passaggio difficile, ostico, rimanemmo in pochi. La mia missione era quella di far tornare grande la Lazio. Ci riuscii ed ora Lotito sta mantenendo la squadra ai grandi livelli che merita».

DELIO ROSSI – «Un bravo allenatore, faceva giocare bene le squadre. Non era legato ad un modulo in particolare, gli piaceva cambiare molto. Sfruttò al meglio le caratteristiche dei laterali sulla fasce e la fantasia di Mauri, dietro Rocchi e Pandev. Con lui facemmo delle grandi stagioni».

PARTITA PERFETTA – «Ce ne sono tante, i ricordi più belli sono associati ai derby. Rimangono più impressi, erano partite in cui la Roma era favorita mentre noi riuscivamo a vincere da grande squadra».

SEGNARE IN UN DERBY – «Bellissima emozione, il derby a Roma vale tantissimo. Segnare sotto la Nord al derby, con la fascia da capitano, fu l’apice della contentezza come giocatore».

COMPAGNO PIÙ FORTE – «Difficilissimo rispondere. Arrivai in una Lazio piena di campioni, c’erano in ogni ruolo giocatori incredibili. Crespo, Nesta, Mihajlovic, Stam. Ecco, forse Stam più di tutti».

LAZIO MILAN PRIMA DELLA CESSIONE – «Ricordo che quella trattativa durò tantissimo. Io avrei voluto giocare quella partita perché ero un professionista e soprattutto capitano della Lazio, non potevo abbandonare la squadra. Davo sempre tutto per la maglia e lo avrei fatto anche in quella occasione. All’inizio non ero neanche tanto convinto di andare via, il Presidente mi aveva proposto anche di allungare il contratto ma poi non fu fattibile».

LAZIO DA EX – «Molto teso, i cinque anni Lazio sono stati di crescita professionale e umana. Ho avuto un grande legame con tutto l’ambiente: ogni volta che sono tornato i tifosi mi hanno dimostrato grande affetto, sia da giocatore che da allenatore».

ROMA – «Ultimamente non ci torno spesso, ma ho vissuto per tanti anni lì. Prima di andare via avevo anche comprato casa perché ero convinto di restare. Il mio cuore è sempre molto vicino alla Lazio».

ORGOGLIOSO DEL PERIODO IN BIANCOCELESTE – «L’affetto che il popolo laziale mi dimostra ogni volta che torno all’Olimpico o quando mi scrivono sui social. Tutti si ricordano quanto ho fatto alla Lazio, ho sempre dato il massimo. Credo che la gente abbia apprezzato questo dell’Oddo uomo e calciatore».