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Lotito spiega l’opposizione a Malagò: «Non è il nome. Se una cosa non funziona va ristrutturata no? Va ridisegnato tutto»

Lotito, il presidente della Lazio critica il sistema elettivo dopo l’Assemblea di Lega e spiega la sua non approvazione a Malagò
All’uscita dell’Assemblea di Lega che ha visto la Serie A individuare in Giovanni Malagò il candidato in vista delle elezioni federali del 22 giugno, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato dichiarazioni brevi ma incisive ai giornalisti presenti. Una presa di posizione netta, soprattutto alla luce del fatto che Lazio e Verona sono state le uniche due società a non appoggiare il nome di Malagò.
Il numero uno biancoceleste ha posto l’accento non tanto sul candidato, quanto sull’intero sistema normativo che regola le elezioni federali, ritenuto ormai superato e bisognoso di una revisione strutturale.
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Lotito svela le ragioni dietro all’opposizione a Malagò
SUL SISTEMA ELETTIVO FIGC – «Le elezioni vengono indette con la legge 91 del 1981, una legge di 45 anni fa e non va bene».
SULLA NECESSITÀ DI CAMBIAMENTO – «Malagò? Non è il nome. Il nome non c’entra niente. Se una cosa non funziona va ristrutturata no? Ripeto, c’è una legge di 45 anni fa, fin quando c’è quella legge il sistema… Va ridisegnato tutto, ci vuole la nomina di un commissario».
Le parole di Lotito evidenziano quindi una posizione critica verso l’attuale modello di governance del calcio italiano, aprendo a un possibile dibattito più ampio sulla riforma delle regole federali in vista delle prossime elezioni.