Lotito commosso: «La Lazio è da sempre vicina ai più deboli» – VIDEO

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VIDEO – Il pensiero del presidente della Lazio, Claudio Lotito, durante l’evento all’Ospedale Santa Lucia

Quando c’è la possibilità di far felice qualcuno, la Lazio non si è tirata mai indietro. Questo è un gran merito da attribuire al presidente Claudio Lotito, che da sempre si è impegnato nella partecipazione di manifestazioni come quella di oggi all’Ospedale Santa Lucia. Il patron biancoceleste, anche se con un po’ di ritardo, non è voluto mancare all’evento. Fiero del gesto compiuto, ma anche commosso per la circostanza in cui si è ritrovato, non ci ha pensato due volte ad esprimere il proprio pensiero: «Ci tenevo ad essere presente perchè la Lazio è da sempre vicina ai più deboli. Le iniziative che organizziamo mirano a tutelare le persone più svantaggiate perchè il potere mediatico del calcio può mettere in evidenza problemi che spesso nel nostro atteggiamento quotidiano dimentichiamo. Questo sport ha dei valori fondamentali, è il superamento di steccati sociali, culturali che può creare pari dignità all’interno di una società civile, in cui ognuno può dare un proprio contributo. Anche chi è più svantaggiato, che potrebbe portare alla luce idee a cui nessuno di noi fa attenzione. Si possono creare sinergie fondamentali, perchè il calcio può portare un sorriso, dà risorse per aiutare questa gente a superare i problemi, anche attraverso il supporto dei propri beniamini che in campo combattono per questi valori». Dopo una breve pausa, in cui il presidente ha mostrato grande emozione, il discorso è continuato: «Tempo fa sono stato in un contesto di persone con problemi di handicap. Attraverso la nostra presenza abbiamo portato un sorriso e una nuova voglia di combattere le problematiche quotidiane. Ciò significa mettere al servizio della società non solo il risultato sportivo, ma dare la possibilità di identificarsi in certi valori. Possiamo creare una sinergia, dando possibilità a queste persone di assistere agli eventi della squadra. Abbiamo qui due giocatori (Felipe Anderson e Murgia, ndr) che rappresentano un punto di arrivo e uno di partenza nel senso che Alessandro viene dal settore giovanile, quindi viene da duri anni di sacrificio. L’altro invece viene da un altro paese, ha imparato a leggere il linguaggio dell’amore e della solidarietà. Lui è sempre presente in tutti questi tipi di manifestazioni, forse perchè viene proprio da un paese che ha tanti problemi».