Bianchessi: «Puntiamo sui giovani italiani. Tattica? Preferisco lavorare sulla tecnica»

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Mauro Bianchessi – responsabile del settore biancoceleste – ha spiegato le logiche del proprio progetto per i giovani aquilotti

Mauro Bianchessi – responsabile del settore giovanile della Lazio – è intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio per illustare il suo lavoro coi giovani aquilotti: «Noi lavoriamo su più aspetti, tra cui quello più importante è creare una mentalità vincente ai nostri giovani, e a tal proposito abbiamo aperto uno sportello psicologico per ragazzi e famiglie. C’è un percorso lungo da compiere, però la struttura è funzionale e funzionante».

MERCATO – «Abbiamo puntato su un mercato low-cost perché mirato ai giocatori e a precise situazioni come quella del Cesena che è fallito. Tuttavia è stata un’estate molto intensa e sono contento dei giocatori che sono arrivati. Ci vorrà del tempo per amalgamare le squadre ma già i tornei estivi ci hanno dato le giuste indicazioni. Tra circa un mese vedremo la vera forma delle squadre».

OBIETTIVI – «Quest’anno l’obiettivo è di raggiungere le prime quattro posizioni per quanto riguarda l’Under 17, l’Under 16 e l’Under 15. Con l’Under 14 regionale invece vogliamo vincere il campionato. Ambiamo a portare tutte le squadre ai play-off e al primo posto nel titolo regionale. Oggi il settore giovanile della Lazio deve costruire giocatori e produrre risultati».

GIOCATORI – «Chi sceglie Bianchessi sceglie la strategia del calcio italiano: 29 anni carriera, 28 in Serie A, io non ho mai acquistato uno straniero per strategia. Sui 13 anni bisogna prelevare ragazzi provenienti dal territorio in cui si lavoro, tra i 14 ed i 15 anni ci concentriamo sui talenti fuori regione che non hanno problemi di lingua, da questi si riesce ad ottenere tantissimo. Non mi sembra giusto o corretto andare a prendere Under-17 stranieri. Se non ci sono giocatori bravi, si prendono sempre stranieri. Io non ne ho mai acquistato uno ed i risultati in termini di Scudetti e di produzione di giocatori di talento parlano chiaro. Noi lavoriamo poco sulla tattica e molto su tecnica individuale e di gruppo, lavoriamo sulla crescita singola dei giocatori cercando di lavorare sul particolare. La tattica arriva a 16-17 anni. Ora i difensori in Serie A sanno impostare ma non marcare; il portiere la prima cosa che deve fare è parare, non deve essere bravo con i piedi, lo stesso dicasi per il difensore, che in primis deve marcare. Torniamo quindi all’origine del calcio ed alla tradizione italiana».

PREPARAZIONE ATLETICA – «La preparazione è divisa per fasce d’età, coordinativa e incentrata sulla correzione della corsa per i più piccoli. I nostri preparatori atletici compongono un’equipe di alto livello, è stato registrato un miglioramento del materiale che aiuta nel crescere in questo settore. Nell’accademia, invece, molo spazio sarà dedicato alla motoria. Sono contrario alla palestra, perché i ragazzi devono crescere correttamente, il potenziamento ci deve essere in Primavera e in prima squadra».

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