Lazio, Panella: «Sono romano, quindi laziale. Inzaghi? Perso per questi colori»

© foto @Instagram

Francesco Panella non è solo un noto ristoratore romano, trasferito a New York, è anche un grande tifoso della Lazio

Francesco Panella, noto ristoratore romano e protagonista anche dello show televisivo Little Big Italy, è stato raggiunto dai microfoni di Radio Incontro Olympia per raccontare la sua fede laziale:

La mia lazialità nasce grazie a mio nonno, quindi è nata per la storia: un fatto genetico, io non capisco come fai a Roma a non essere della Lazio. Io sono coerente: sono romano e quindi laziale.

RIPRESA – «Sono scaramantico e non mi sbilancio, giocare in estate sarà difficile, la preparazione sarà fondamentale e la Lazio l’ha fatta sempre bene. Ci mancherà il dodicesimo uomo in campo, mancherà anche agli avversari ma il nostro è vero, si sente. Simone è il mister più importante della storia, per come ha iniziato fin dalla Primavera; è malato di Lazio, è laziale perso. Quest’anno la Lazio ha dimostrato di avere caratteristiche fuori dal comune, unite da uno spogliatoio pazzesco. Basta vedere Luis Alberto che, durante la pandemia, è rimasto a Roma da solo. Lotito? Ha solo messo in campo la voglia di non far morire il calcio e soltanto ora tutti gli danno ragione perchè hanno capito l’importanza di ripartire». 

GIOIE – «Il 2-1 con la Sampdoria, Roma-Lecce ed il 26 maggio. Quest’ultimo è il giorno che non si può paragonare neanche alla Coppa Campioni: sono stato due giorni in aereo per vedere la partita. Il Lazio Club New York? Giovanni ha una grande passione, speriamo di dare presto una nuova casa al club: sta lavorando e so che ci riuscirà. Ha portato una mentalità diversa, facendo cose grandi anche a New York».

PLAY OFF – «Vanno fatti magari dal secondo posto fino all’Europa League, ma una squadra che ha 17 punti in più dell’altra ha praticamente 6 gare di vantaggio sull’avversaria. Come è possibile fare scontrare due compagini con questa differenza?».

LEGAMI – «Per quanto riguarda il mio ristorante, con molti che sono passati ho buoni rapporti: con Bruno Giordano sono legato in maniera viscerale, è un amico di famiglia, lo sento sempre. Abbiamo un rapporto di fratellanza, così come, conoscendo Gaia da tanto, sono amico di Inzaghi. Conosco bene anche Klose, mi piace la sua freddezza in modo positivo: ci siamo visti anche a New York».

TIFOSI – «La creatività della Nord troverà un modo per trasmettere amore e passione ai ragazzi della squadra. Le coreografie di quest’anno hanno fatto la storia del tifo in Europa e mi dispiace che non sia stata messa in evidenza questa cosa. Io anche quando lavoro cerco un posto per vedere la Lazio. Ero a New Orleans una volta e al gol di Caicedo ero in trasmissione; giocavano anche Real Madrid-Barcellona: presi il microfono e chiesi di lasciarmi un televisione. Comprai 100 birre, le ho offerte a tutti e mi fecero vedere la gara: sul 3-0 c’erano 500 persone che guardavano il derby e al tiro finale è esploso il bar».

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