‘Lazio nelle scuole’, Lombardi: «Per me questa maglia è un sogno». Marchetti: «Ho pensato al ritiro»

Lombardi lazio marchetti
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Continua l’iniziati ‘Lazio nelle scuole’, oggi è toccato all’Istituto Comprensivo Angelica Balabanoff, dove erano presente Marchetti, Lombardi e Hoedt

Si chiude l’evento: Marchetti, Hoedt e Lombardi hanno prima firmato autografi e si sono dedicati alle foto, poi hanno lasciato l’istituto.

LOMBARDI – Anche Cristiano Lombardi ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel: «Questo evento è molto importante. Avvicinarci ai bambini è fondamentale, tutti noi abbiamo avuto gli stessi sogni di questi ragazzi. E’ un’iniziativa stupenda, ho due sorelline più piccole che rappresentano la mia vita e quando sono con i più piccoli rimango sempre colpito dai loro sogni. Io, Marchetti e Hoedt abbiamo fatto capire ai ragazzi presenti quest’oggi che con forza, sacrificio e voglia ogni risultato si può ottenere nella vita. Penso che oggi siamo riusciti a tramandare questo messaggio. Siamo più squadra, abbiamo avuto l’impressione di questo a Bologna. Dopo aver vinto il derby tutti ci aspettavano per la gara di campionato e, in quest’ultima, abbiamo dato un segnale di maturità; siamo una squadra pronta ad affrontare due mesi intensi. Inzaghi per me è tutto, gli dovrò la mia carriera. Mi ha preso da basse categorie e credo di averlo ripagato sul campo. Il mister ha lavorato molto sul gruppo, siamo giovani, spensierati e non guardiamo alla classifica; abbiamo solo voglia di raggiungere obiettivi importanti. Anche io non credevo di poter giocare in Serie A, non mi ci vedevo. Ero scettico, ma le persone che hanno creduto in me, il mister e mio padre su tutti, mi hanno dato una forza in più. Nel calcio non deve mai mancare la voglia di sacrificarsi e di volersi migliorare, in un mondo così veloce, altrimenti, non si riesce a stare al passo». 

HOEDT – Poi Wesley Hoedt è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel: «E’ sempre bello essere qui con i bambini, anche i piccoli laziali sono fondamentali per noi. Lo sport è importantissimo, poco fa ho visto su Instagram una foto che mi ha ricordato il passato; 10 anni fa le mamme dovevano uscire di casa per recuperare i figli che giocavano a calcio, ora sono tutti dentro casa a giocare con i video game. Noi siamo qui per promuovere lo sport, è importante sotto ogni aspetto. Questa settimana è incredibile per me, prima abbiamo vinto a Bologna, poi c’è stato il mio compleanno e poi ho saputo di esser stato pre-convocato dalla Nazionale. Sono felicissimo, per me è importante fare benissimo con la Lazio poi penserò alla Nazionale Oranje. In Italia gli attaccanti sono fortissimi, abbiamo già giocato contro Belotti. Siamo sulla buona strada, se continueremo a giocare così possiamo mantenerci nell’alta classifica». 

BAMBINI – I bambini come di consueto pongono delle domande ai giocatori presenti:

– Quando nasce la passione per il calcio? Lombardi: «Ho iniziato a Viterbo con la Lazio nel cuore, ero piccolissimo. Ora ho la fortuna di essere qui, per me era un sogno».

Sei in ansia prima della partita? Hoedt: «Sì, ma con il riscaldamento l’ansia va via e si pensa solo a vincere». 

Cosa avresti fatto nella vita se non avessi fatto il calciatore? Marchetti: «Facevo ragioneria linguistica. Credo che avrei fatto l’Animatore in qualche villaggio straniero o interprete… Sacrifici? I sacrifici da fare sono tanti, soprattutto da giovane. Sono andato via di casa a 14 anni, mi sono trasferito a Torino. Ero in un convitto con altri ragazzi di tutta Italia. Mi svegliavo alle 7, andavo a scuola, pranzo veloce e poi allenamenti». Lombardi: «Sono andato anche io il primo anno fuori a 14 anni. Ho scelto ragioneria anche io. Sono tornato subito a Viterbo perché non me la sentivo. Per fortuna ho avuto la possibilità di giocare alla Lazio. La scuola era complicata, erano rari i pomeriggi per uscire e divertirmi, mangiavo a Viterbo velocemente, andavo a Roma ad allenarmi e poi tornavo a casa. L’impegno è stato duro. Con la famiglia abbiamo deciso di ottenere comunque il diploma, ci sono arrivato senza essere mai bocciato. Sono un tifoso della Lazio fin da bambino. Per me un sogno e un’opportunità importante».

I valori più importanti? Marchetti: «Sono tanti, il principale è il rispetto per i compagni e per l’avversario. È alla base per praticare qualsiasi sport. Poi ci sono il sacrificio, la voglia di migliorarsi sempre». Hoedt: «Anche per me il primo è il rispetto, non solo nello sport. Chi fa sport poi deve anche divertirsi».

Avete mai pensato di abbandonare per una delusione forte? Marchetti: «A me è capitato, quando a 22 anni ero in ritiro con il Torino. La società fallì, ho passato 20 giorni da disoccupato. Qualche pensierino del genere può venire pensando ai sacrifici fatti fino a quel momento. È stato un periodo difficile, poi l’ultimo giorno di mercato mi ha chiamato un ds che avevo già avuto e mi ha dato l’opportunità di ripartire. da lì ho ripreso alla grande e sono arrivato in serie. Non bisogna mollare mai e crederci sempre».

Convocazione in nazionale. Hoedt: «Per me è stata una cosa incredibile, da bambino ho sempre avuto il sogno di rappresentare il mio Paese. È solo una preconvocazione, ma sono molto felice, è la cosa più grande possibile per un calciatore».

MANZINI – Prende la parola Maurizio Manzini: «Quando veniamo a trovare le scuole e realtà come la vostra, veniamo sempre ringraziati. Ma questo non è giusto: siamo noi che dobbiamo dire grazie a voi. Perché quando veniamo a trovarvi, ci immergiamo in questa bellissima atmosfera che create con i vostri sogni e la vostra gioventù, il vostro grande entusiasmo. Tutto questo non divide, unisce. Noi, questa allegria che ci date, l’assorbiamo e poi la riversiamo in campo. Le nostre vittorie sono frutto del vostro contributo». 

si rinnova l’appuntamento con i giocatori biancocelesti presso l’Istituto Comprensivo Angelica Balabanoff, via A. Balabanoff, 62, Roma. “Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”. L’iniziativa consiste in un vero e proprio “tour biancoceleste” all’interno delle scuole elementari e medie inferiori di Roma e provincia e vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti della squadra, di Olympia, simbolo della società biancoceleste. Tale iniziativa è tesa alla promozione della formazione della cultura sportiva, i cui valori sono sanciti nella Carta Olimpica, diffondendo ed incrementando i principi legati ad una crescita psico-fisica sana, leale e non violenta, che educhi gli adulti del domani, a comportamenti rispettosi dell’avversario e delle istituzioni. Oggi hanno partecipato Federico Marchetti, Wesley Hoedt e Cristiano Lombardi.