Lazio, di padre in figlio 120 anni di amore

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Facciamo gli auguri alla Lazio per il suo 120° compleanno: storia, amore e passione tramandata di generazione in generazione

Ci sono passioni ed hobby che nascono e si coltivano nel corso della vita. Gli hobby possono essere molteplici e variare nel tempo, al variare dei gusti e degli interessi. Una cosa non cambierà mai nel corso della vita di un essere umano: la propria fede calcistica. L’amore per una squadra nasce innaturalmente, è una cosa che non si può spiegare e solitamente viene tramandata di generazione in generazione, come fosse una cosa preziosa da custodire nel tempo che mai e poi mai deve essere scalfita. Questa è la Lazio.

Essere della Lazio non è solo una fede calcistica, ma è anche un modus operandi, con tenacia, caparbietà e resilienza. In poche parole la lazialità è un stile di vita ed un sistema per affrontare gli ostacoli che affronteremo nel nostro cammino. Non tutti hanno questa fortuna.

Essere della Lazio però non è un’imposizione: sin da quando si possiede la capacità di intendere e di volere, non  è mai passata per la testa di nessuno l’idea di abbandonare questi colori: né quando ci fu la squadra che venne penalizzata di 9 punti in Serie B; nemmeno quando, durante il periodo scolastico, i tifosi laziali sono sempre la minoranza e vengono scherniti; neppure quando si videro campioni andare via da ciò che crediamo sia il posto più bello del mondo per pochi spiccioli; allo stesso modo nessuno abbandonò la fede laziale, quando sul carro dei vincitori c’erano i cugini dall’altra parte del Tevere; nemmeno nel momento in cui tutti videro la propria amata farsi togliere ingiustamente ciò che sul campo si era meritata nel 2017. Non si abbandona mai la Lazio, anzi in quei momenti si tifa in modo più fiero del solito ed in ognuno di quegli episodi si gonfia il petto vantandosi di ciò che siamo e di ciò che la nostra fede ci ha reso, perchè amare realmente significa amare nei momenti di buio, quando qualsiasi persona lascerebbe stare ma invece tu sei lì, dove devi stare, al suo fianco.

Per la prima squadra della Capitale si fanno cose che difficilmente si fanno per tutti: si percorrono chilometri, si spendono fior di soldi, si fanno nottate in bianco, alzatacce all’alba, si gioisce all’ennesima potenza ed si incassano sconfitte cocenti: in tutto questo marasma di emozioni tutti rifaremmo ogni sigola azione perchè il tutto aveva come unico fine la Lazio.

La Lazio esisteva prima di noi ed esisterà anche dopo. La Lazio non appartiene a noi, siamo noi ad essere stati scelti e dover divulgare questo stile di vita, come diceva un personaggio che ha fatto la storia di questo club. Ognuno deve essere fiero di avere questa passione che per sempre lo accompagnerà e per questo dobbiamo ringraziare Luigi Bigiarelli, Vaccaro, Chinaglia, Maestrelli, Fiorini, Nesta e Lulic. Soprattutto, però, dobbiamo ringraziare i nostri avi che ci hanno trasmesso questa passione e questi valori: ci hanno insegnato a difendere qualcosa a cui teniamo e ad amarla con tutte le forze, ci hanno insegnato a starle affianco nei momenti duri, a gioire dei suoi traguardi e ci hanno insegnato a perseverare e a non mollare mai.

Tanti auguri Lazio nostra, ti saremo sempre fedeli. Soprattutto nei momenti di difficoltà. Ora e sempre.

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