Lazio, Castroman: «Tifo per loro. Mancini non fu trasparente con me»

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Castroman rivela la sua passione per la Lazio nonostante ora viva in Argentina. L’ex centrocampista ha rivissuto i momenti a Roma

Martin Castroman ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi della Lazio, grazie al gol segnato nei minuti finali del derby di 19 anni fa.

Oggi l’ex centrocampista ha raccontato a Sportsweek come i colori bianco e celeste gli siano rimasti dentro al cuore: «I tifosi mi hanno fatto sentire un re, i miei figli tifano Lazio. Grazie al gol nel derby ero diventato una celebrità. Anche andare al supermercato era un’impresa. Solo inseguito ho capito quanto fosse importante, le persone mi riconoscono più a Roma che in Argentina». L’ex calciatore ha poi ricordato la sua esperienza a Roma:«Avevo lo stesso agente di Simeone, fece vedere alcuni video a Eriksson e si convinse subito. Ma arrivai a Roma e c’era Zoff! Sven era andato ad allenare l’Inghilterra. Con Dino sono stato da dio. Avevo vent’anni, ero circondato da campioni come Crespo, Veron e il Cholo, mi aiutavano con l’italiano. Rimasi deluso da due persone, Roberto Mancini e Oreste Cinquini, ex direttore sportivo della Lazio. Andai via per colpa loro. Mancini mi diceva una cosa, Cinquini un’altra. Non c’era chiarezza, non erano trasparenti. Ricordo una partita contro il Besiktas in Coppa Uefa, ero una furia. Mancini non mi parlava da un mese e mi fece giocare titolare. Segnai e vincemmo 2-1, qualificandoci in semifinale contro il Porto. Poi a fine partita ci fu una discussione, così mi tolsi la maglietta e gliela tirai in faccia. Fu la rottura definitiva». Poi un’ultima battuta sulla squadra attuale e sul suo percorso in campionato: «Se me l’avessero detto vent’anni fa non ci avrei mai creduto, davvero.Tiferò per lui fino alla fine».

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