Inzaghi, l’allenatore come leader e mediatore: ecco la sua tesi discussa a Coverciano

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Ripartire dopo le disfatte più cocenti: ecco alcuni stralci della tesi discussa da Simone Inzaghi a Coverciano per il patentito da allenatore

Dopo le disfatte contro Roma e Francoforte, Simone Inzaghi ha saputo ripartire, compattando ancor di più il gruppo. Tutto nella norma per lui, capace di gestire la rosa anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Il Corriere dello Sport svela il contenuto della tesi che l’attuale tecnico della Lazio presentò nel 2014 quando prendeva il patentito di prima categoria per allenare ad alti livelli. Nell’elaborato, il suo modo di intendere il gruppo, le relazioni tra il mister e la squadra: «Il tecnico deve essere leader e mediatore. Una disfatta si trasformi in reazione. Il noi viene prima dell’io: se il conflitto produce confronto diventa risorsa, nessuna tattica può essere efficace se all’interno non c’è interazione. Le dinamiche di gruppo cambiano esisto e successo di una stagione, l’analisi del 90’ va condivisa sul campo. Vedi i tuoi giocatori come si posizionano. Responsabilità e meriti, contano tutte le opinioni. Il mister è giudice». Dalla carta al campo, Inzaghi ha trasmesso la propria idea ai suoi ragazzi, che hanno dimostrato di saperla fare propria. I biancocelesti si sono rialzati con la forza del collettivo e, analizzando il successo con la Fiorentina, non ci sarebbe potuta essere scelta più giusta

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