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2014

Felipe Anderson, da eterna promessa a punto fermo della Lazio

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Non poteva concludere l’anno nel migliore dei modi Felipe Anderson. La prima doppietta in Campionato con la Lazio dopo l’altrettanto ottima prestazione contro l’Atalanta. Come scrive il Corriere dello sport, in venti giorni s’è capovolto il mondo di Felipe Anderson, ex gioiello del Santos, amico di Neymar, stella su cui era pronto a giurare il ds Tare. Non era una scommessa, ma un investimento sicuro: 7,5 milioni di euro a bilancio e un corteggiamento durato sette mesi. La Lazio lo voleva prendere nel gennaio 2013 per regalarlo a Petkovic, l’acquisto sfumò in extremis per il gioco al rialzo del fondo inglese che ne deteneva la comproprietà. Dopo una trattativa estenuante con il Santos. Preso nonostante un infortunio serio alla caviglia e aspettato a lungo, con pazienza e per più di un anno, proteggendolo dalle critiche feroci della piazza. Felipe Anderson ha saputo aspettare, sostenuto dagli amici, dalla fede in Dio, dal calore di tanti tifosi che lo seguono via Twitter e non gli hanno mai fatto mancare l’appoggio, dalla forza della società biancoceleste, che non ha mai smesso di crederci e in estate non aveva preso in considerazione l’ipotesi del prestito. Ovviamente è stato fondamentale l’aiuto di Pioli. Lo ha fatto sentire importante, gli ha dedicato con i suoi collaboratori Murelli e Lucarelli un’attenzione particolare negli allenamenti, sottoponendolo spesso a sedute individuali suppplementari. Un dato deve far riflettere. Dopo un anno e mezzo, a San Siro ha infilato la ventisettesima presenza in serie A. Pochissimo. Ha giocato pochissimo, ancora meno a tempo pieno e questo fa capire quali e quanti margini di crescita possa ancora avere nei prossimi mesi. Alla Scala del calcio s’è consacrato come una nuova stella del campionato italiano. Trequartista o esterno guastatore. Imprendibile in campo aperto. Con uno scatto difficilmente resistibile e una tecnica sopraffina. In estate si era preparato bene. Aveva fatto la differenza nelle amichevoli con Sporting Lisbona e Amburgo. E’ esploso a dicembre. Quel gol con il Varese in Coppa Italia lo ha aiutato a sbloccarsi in modo definitivo. Cercava la rete. Stava diventando un ossessione. L’ha trovata e non si è più fermato, sfruttando in pieno l’opportunità creata dall’infortunio di Candreva. Tre partite consecutive in campionato da titolare, sempre decisivo, garantendo prestazioni superlative. Corsa, inventiva, rientri. E soprattutto colpi determinanti. Il gol della vittoria a Parma, due assist per Mauri nella partita con l’Atalanta, la doppietta con l’Inter. Se le gerarchie sono momentanee, come ha spesso ricordato Pioli, Felipe Anderson s’è guadagnato il posto sul campo. E nel 2015 ripartirà da titolare. Intoccabile o quasi, ora toccherà agli altri rincorrerlo. Forse, con il pieno recupero di Candreva, la Lazio riuscirà a decollare, attaccando su tutte e due le fasce