Failla: «Luis Alberto mi ricorda Pastore, ma è presto per definirlo ‘top player’»

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Il giornalista Fabrizio Failla ha espresso la propria opinione sulla Lazio e sui suoi migliori interpreti, Ciro Immobile e Luis Alberto

La Lazio è in piena lotta per un posto in Champions League. A tal proposito sarà nettamente favorevole il prossimo turno di campionato, che vedrà gli uomini di Simone Inzaghi ospitare il Chievo Verona e lo scontro diretto Inter-Roma. I biancocelesti hanno un’ottima chance per continuare la propria volata e mantenersi nei piani alti della classifica con ancora un turno da recuperare. Per parlare del momento della compagine capitolina Fabrizio Failla, giornalista di Rai Sport, è intervenuto sulle frequenze di ElleRadio nel corso della trasmissione “Laziali On Air”. Ecco di seguito una parte della conversazione: «La Lazio si è mossa bene in queste settimane portando un giocatore come Caceres e risolvendo una situazione come quella relativa al rinnovo di De Vrij. Le altre formazioni finora non hanno avuto le idee così chiare. Vedremo se gli ultimi dodici giorni di trattative diranno qualcosa di più riguardo chi potrà rinforzarsi nella rincorsa ai rispettivi obiettivi».

I PROTAGONISTI – «La Lazio mi piace tanto, esprime un gran gioco, ha Immobile che è baciato dalla Dea del pallone e Inzaghi che è un grande allenatore. Pensando che poteva andare a Salerno mi vengono i brividi: ad ogni modo la corsa per le prime posizioni in Serie A in questo momento mi sembra entusiasmante. Luis Alberto? E’ presto per nominarlo come big assoluto del campionato, serve una continuità che vada oltre questi sei mesi. Come caratteristiche mi ricorda Javier Pastore, immarcabile per la posizione che assume in campo perché è duttile ed eclettico, la cosa che colpisce è come si è integrato nella Lazio e nel calcio italiano, mettendosi in luce al punto da diventare un punto di riferimento che si assume grandi responsabilità all’interno dell’economia della squadra».

CORSA SCUDETTO – «Al club manca ancora qualcosa dal mio punto di vista, forse il grandissimo nome: ci vorrebbe una rosa più ampia, non come numero ma come qualità. Ci vuole la certezza che se Immobile vince al Superenalotto e decide andare in vacanza, c’è alle sue spalle un sostituto di pari livello, tale da far puntare la squadra al titolo. E’ il rischio che sta correndo Sarri a Napoli, tenendo in panchina giocatori di grandi spessore come Rog e Diawara, che chiamati in causa troppo poco spesso non riescono magari ed esprimersi al meglio una volta in campo. E’ un rebus psicologico che ascrivo anche alla Lazio. E’ una formazione talmente collaudata che potrebbe esserci il rischio di dover snaturare le idee di Inzaghi cambiandone gli interpreti».