Connect with us

Hanno Detto

Fabiani: «E’ stato l’anno più complicato per la Lazio! Sarri e i ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario. Sul mercato invernale…»

Published

on

Angelo Fabiani, Ds della Lazio, ha rilasciato un’intervista prima del match col Milan! Ecco quanto emerso quest’oggi: le dichiarazioni

Durante i Media Days organizzati con i club, DAZN ha pubblicato una lunga intervista al Direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani. In quest’ultima, realizzata prima della partita contro il Milan, il Ds ha parlato delle strategie di mercato, delle ambizioni della squadra e dei progetti futuri del club biancoceleste! Un’intervista che offre uno spunto interessante sulla visione del dirigente in un periodo decisivo per la Lazio. Vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Ultimissime Lazio LIVE: gli aggiornamenti su Taylor e Dia! Le novità sul futuro di Tavares

ANNATA – «Tutti gli anni sono difficili! Questo probabilmente è stato l’anno più complicato, perché coincide con una ristrutturazione dell’intero organico: è l’anno zero. Come si sa, quando è in corso una ricostruzione ci possono essere degli  imprevisti. Devo dire che al di là di tutto, molti punti che abbiamo perso per strada, li abbiamo persi immeritatamente. Ci sono stati tanti episodi negativi e Sarri si è trovato solennemente a scendere in campo anche senza 6-7-8 titolari, come successe a Genova. Ovviamente non accade solo alla Lazio, a onor del vero, basti vedere quello che è successo al Napoli, fino a 12-13. Purtroppo sono quelle annate un po’ segnate, ma l’importante è credere in ciò che si fa, nel progetto. Seguirlo e camminare dentro quel solco tracciato per una ricostruzione e se vogliamo anche per ringiovanire una rosa tirando dentro dei giovani di prospettiva».

MERCATO GENNAIO«Io penso che la Lazio sia stata la società che più ha movimentato sia in uscita che in entrata. In uscita vorrei spendere due parole: noi non abbiamo messo alla porta nessuno e sul mercato nessuno. Ma quando ti trovi di fronte a delle reiterate richieste, da parte del calciatore, dei procuratori che intendono andare via perché ci sono altre squadre che gli allungano i contratti, gli danno il triplo dei guadagni che hanno, che comunque non se la sentono. Con molta tranquillità e onestà è necessario accontentarli perché ritengo che all’interno di un gruppo e di uno spogliatoio ci debbano essere dei giocatori motivati!».

SARRI E INFORTUNI«Molti sono infortuni traumatici, tanti sono dovuti ad affaticamenti. Non capita solo alla Lazio, bisognerebbe porsi un po’ il problema e il tema di queste partite divise tra venerdì, sabato e domenica, poi ci sono pure le altre competizioni, lo stress del giocatore, come vive la partita, appunto sotto stress. Quindi stress più stress può portare a determinati infortuni. Come la vive Sarri? Non la si vive ovviamente bene, però l’allenatore e i ragazzi, anche i non titolari, quando sono stati chiamati all’opera hanno fatto un qualcosa di straordinario».

CAMBIAMENTI«La classifica, ovviamente! E alcune partite che ci hanno visto immeritatamente perdere, in cui meritavamo qualcosa di differente. Mi sarebbe piaciuto vedere all’opera gli effettivi: ci sono state delle gare in cui abbiamo dovuto rinunciare per infortuni o quant’altro fino a otto calciatori. Mettere su una squadra senza otto titolari l’amaro in bocca un po’ lo lascia. Devo dire persino che chi è andato in campo si è dato da fare e hanno fatto bene».

EUROPA«In una fase di ricostruzione totale, radicale, che sta avvenendo alla Lazio da quando io ho assunto la direzione tecnica, pensare di vincere lo scudetto, di centrare immediatamente l’obiettivo Europa, vincere trofei, sarebbe pura utopia! Quando si ricostruisce, quando si programma, quando si ha una visione a medio e breve termine, è necessario prevedere che ci possano essere anche determinate conseguenze, di non centrare determinati obiettivi!

Io sono straordinariamente convinto che la Lazio, proprio per il programma e per quello che si è imposta, ossia un nuovo ciclo, non tarderà a diventare una squadra che nel campionato di Serie A potrà competere per le prime cinque posizioni! Questo lo dobbiamo a noi, ai tifosi, all’ambiente. Chiedo solo un po’ di pazienza, quella che disse Sarri quando assunse il ruolo di allenatore. Disse: “Per lavorare con i giovani devo avere pazienza, devo costruire e loro devono assimilare il mio sistema di gioco”. Ha detto anche: “Come porterò pazienza io, chiedo a un po’ tutto l’ambiente di portare pazienza».

ASSENZA TIFOSI – «La risposta è scontata: non bene, questo è fuori discussione! Non bene per tanti motivi. Uno su tutti? Se mi metto un attimo nei panni dei calciatori, giocare senza il proprio tifo… fare un gol e andare sotto la propria curva, gioire, questo un po’ gli manca, oggettivamente. Quell’adrenalina che ti trasmette il pubblico, quando stai in campo, che fa ballare il terreno di gioco, è ben diverso dal non averlo. Mi auguro che a stretto giro di posta si possa risolvere anche questa problematica.

Stiamo, nel prossimo futuro, organizzando una tavola rotonda con tutte le componenti che fanno parte del mondo del calcio: media, tifosi, istituzioni, per illustrare loro qual è questo nuovo programma e percorso. Alcune volte la gente non capisce. E’ giunto il momento, con dati oggettivi alla mano, informare tifosi, la gente di ciò che oggi la Lazio sta attuando. Questo lo dobbiamo a noi e a loro. Torno a ripetere: giocare senza pubblico non è una bella cosa. Non si dà una buona immagine.

Ovviamente non ce l’ho con i tifosi, rispetto il parere di tutti quanti, tifosi e giornalisti. Io ho un solo dovere e compito: è quello di preoccuparmi di programmare e far sì che nel più breve tempo possibile si possa avere una squadra competitiva nel massimo campionato. Sono le sfide più difficili? In trent’anni di calcio mi sono sempre imbattuto nelle ricostruzioni, io non ho mai gestito una squadra importante che l’anno prima aveva vinto uno scudetto. Mi sarebbe piaciuto tantissimo lavorare con Milinkovic, con Ciro Immobile che faceva 35 gol, perché no anche con Luis Alberto e Felipe Anderson! Probabilmente mi sarei impoltronito, mi mettevo dietro la scrivania “Che problema c’è, tanto poi ci sono loro che risolvono le questioni”. Va detto che quando questi ragazzi arrivarono alla Lazio, fecero fatica anche a inserirsi.

Per esempio mi ricordo Milinkovic: è vero che stavo in un’altra società, ma ho sempre seguito le sorti della Lazio, i primi anni ha fatto un po’ di fatica. Poi è diventato il calciatore straordinario che tutti quanti conosciamo. Idem Ciro Immobile, ha un po’ girovagato, anche all’estero, poi è approdato alla Lazio, un po’ di difficoltà le ha avute, poi ha iniziato a fare 30/35 gol. Quando Sarri dice di avere pazienza, io ce l’ho la pazienza, ma mettiamocela un po’ tutti. Probabilmente vuole anche dire: “Diamo la possibilità a questi ragazzi di ambientarsi, di costruire un gruppo organico, uno spogliatoio importante per toglierci qualche soddisfazione. Bisogna credere nel lavoro che si fa. Io ci credo tantissimo e mi auguro che insieme a me ci possano credere tutti quelli che hanno a cuore le sorti della Lazio!».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

Copyright 2025 © riproduzione riservata Lazio News 24 - Registro Stampa Tribunale di Torino n. 46 del 07/09/2021 Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26692 - PI 11028660014 Editore e proprietario: Sport Review s.r.l. Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso a S.S. Lazio S.p.A. Il marchio Lazio è di esclusiva proprietà di S.S. Lazio S.p.A.

Change privacy settings
×