Durmisi: «Sto superando un momento di depressione. Inzaghi? Lo rispetto, ma…»

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L’intervista rilasciata da Riza Durmisi: l’ambientamento in Italia alla Lazio e il rapporto con il tecnico Simone Inzaghi

Non è stato facile ambientarsi per Riza Durmisi in questi primi mesi. Il calciatore della Lazio lo ha confessato in un’intervista per il quotidiano danese Backstage, durante la quale ha anche raccontato di aver vissuto dei momenti di depressione: «Li ho superati pensando alle cose belle che ho, come la famiglia. A volte infatti dimentichiamo di essere grati per quello che abbiamo. Poter respirare e stare bene, ho entrambi gli occhi, entrambe le braccia e sono sano, mi sento benedetto. Detto questo, il calcio è chiaramente la seconda priorità della mia vita. Faccio ciò che mi rende felice, perché quando sono felice fuori dal campo, gioco anche meglio. Consigli da un mental coach? Non mi sono serviti, sono un guerriero».

LA LAZIO E INZAGHI – Il terzino non è ancora riuscito a ritagliarsi uno spazio importante all’interno dello scacchiere titolare, ma la situazione potrebbe cambiare: «Parlo molto con il ds Tare, mi aiuta ogni giorno e mi dice di continuare a lavorare ché presto avrò le mie possibilità. Lui sa anche che il mio percorso fin qui avrebbe potuto essere diverso per via prima dell’infortunio alla coscia, poi di quello al braccio. Non ho mai avuto un ritmo costante per dimostrare le mie qualità. Spero di avere una possibilità di giocare già domenica contro il Parma, mi sono allenato bene durante questa settimana. Troppa concorrenza? La Lazio è un grande club, quindi è normale. Davanti a me ho il capitano, Senad Lulic. Non è semplice giocarsi il posto con chi sta qui da otto anni. Devo avere pazienza. Chiaro che a un certo punto questa cosa possa esaurirsi, ma non è ancora questo il caso. Resto ottimista. Intendo rispettare il contratto, sperando di giocare di più. Sento di essermi guadagnato la possibilità. Con tutto il rispetto per il mister che manda in campo la squadra, sono consapevole che dovrei giocare più spesso».