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Delio Rossi: «Immobile non è da 4-3-3. A Sarri servirà tempo»

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Delio Rossi, ex allenatore della Lazio, ha commentato l’approdo di Sarri e il nuovo modulo. Ecco le sue parole

L’ex allenatore della Lazio, Delio Rossi, ha analizzato il lavoro che farà Sarri con la squadra e come potrà adattarsi Immobile nel nuovo 4-3-3. Ecco le sue parole:

SARRI – «Non sarà facile, conosco bene il suo metodo e ha bisogno di tempo, essendo un maestro, tra virgolette, come posso essere io o Zeman. In ritiro per la maggior parte avrà esuberi e gente che dovrà andare via, un tempo si incideva subito ma oggi non è così. Non sarà facile».

SINGOLI «Lazzari terzino? Può essere plausibile, fermo restando che non ha proprio certe caratteristiche da due fasi, è molto più bravo in quella offensiva. Potrebbe però spingere di più e lasciare chi sta sull’altro più bloccato. Lazzari è una risorsa della Lazio, giusto sfruttarlo e dargli una sistemazione: esterno alto di un 4-3-3 non penso lo sia, per forza dovrà fare quello basso. Luis Alberto? Se lo conosco giocherà centrocampista di sinistra, un po’ com’era Hamsik al Napoli».

IMMOBILE – «Nel 4-3-3 ci sono due giocatori fondamentali: il centrocampista davanti alla difesa e il centravanti, che devono innescare le due catene di fascia e sapere quanto cercare lo profondità o scambiare sui piedi. Certe doti le ha più Caicedo, che però è meno finalizzatore di Immobile. Quest’ultimo non è un giocatore da 4-3-3, neanche Higuain lo era ma aveva più tecnica. Se si pensa che Immobile debba cantare e portare la croce non è lui l’ideale. Se potrà evolversi? Sì, ma faccio una domanda. Mettiamo che la Lazio arrivi seconda e Immobile faccia 10 gol. Lui e la gente sarebbero contenti a quel punto? Dico di no. Oggi Immobile ha un certo peso nella squadra e se ti trovi ad aver a che fare coi calciatori le capisci queste cose».

NUOVO CICLO“Tutti vorremmo avere una squadra giovane ma esperta e futuribile. Non è così. Se uno ha talento, poi, lo metti anche se ha 19 anni e a discapito di un trentenne. La bravura di una squadra è riuscire a pensare male quando le cose vanno bene: i sostituti vanno cercati con lungimiranza”.

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