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Delio Rossi: «La società stia vicina a Sarri. Su Immobile e la posizione di Milinkovic…» ESCLUSIVA

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Dal record di Immobile al momento della Lazio, fino al sistema di gioco utilizzato da Sarri. Le parole di Delio Rossi in esclusiva per LN24

Il pari di Marsiglia permette alla Lazio di tenere la seconda posizione nel proprio girone di Europa League, e dare continuità ai recenti positivi risultati ottenuti in campionato. I biancocelesti sembrano aver trovato una quadra che fino a qualche settimana fa sembrava di difficile raggiungimento, Maurizio Sarri ha dovuto mettere mano a una creatura ancora troppa acerba per reggere il suo sistema di gioco. Di questo, del record di gol di Ciro Immobile e della coesistenza di Luis Alberto e Milinkovic, ha parlato Delio Rossi in esclusiva ai nostri microfoni.

Quanto punta la Lazio all’Europa League? 

«Questo è un vecchio discorso. Fai tanto per giocare le coppe e poi a metà campionato pensi che forse è meglio lasciar perdere l’Europa League per concentrarsi sulla Serie A. Lo trovo sbagliato, credo che una squadra di livello debba onorare l’impegno e arrivare fino in fondo, fermo restando che devi avere una rosa all’altezza e delle alternative».

Immobile stacca Piola ed è in vetta alla classifica marcatori della Lazio. Se lo aspettava? 

«Assolutamente no, anche perché Ciro lo ha fatto in tempi più brevi rispetto a Piolo. Onore e merito a questo ragazzo, che non è nato campione. Si è costruito nel tempo, con duro lavoro. In questo momento l’attaccante della Lazio è il migliore e il più prolifico che abbiamo in Italia. È un attaccante moderno, diverso rispetto a quelli di un tempo, si spende molto per la squadra. In Nazionale si trova in difficoltà perché si ritrova a fare delle cose che non è abituato a fare, lui è bravissimo ad andare in profondità mentre un po’ meno nel venire incontro e scambiare. In biancoceleste poi si sente più protetto e leader, non gioca con il patema di dover per forza far bene».

Sarri sta plasmando la squadra sulla figura di Immobile?

«Il tecnico è stato intelligente. Dopo le prime partite gli ha avvicinato molto Milinkovic, mentre Pedro svaria e Felipe Anderson gioca largo sulla fascia. Ora avendo il serbo più vicino, Immobile può far meglio, grazie alla fisicità e qualità del centrocampista. Tutta la squadra ora è molto meno orizzontale e più verticale».

Sarri vs Inzaghi: quale sistema di gioco le piace di più?

«Sono due sistemi completamente diversi. Simone ha fatto benissimo e giocava più sulle ripartenze tenendo la squadra raccolta. Sarri invece vuole dominare l’avversario dall’inizio, ma ciò che conta è il risultato finale. Il tecnico toscano è un po’ svantaggiato perché la squadra è la stessa che aveva Inzaghi l’anno scorso e lui ora deve in un certo senso adeguarsi e inserire le sue idee in questo organico».

La Lazio può permettersi di aspettare prima di vedere la mano di Sarri e i risultati?

«In questo caso deve essere la società a stare vicina all’allenatore  e difendere la propria scelta. Certo, nel calcio si vuole tutto e subito, non so se c’è questo tempo. Ma la figura della dirigenza deve essere decisiva. Bisogna anche capire che va messo a disposizione del tecnico il giusto materiale per giocare secondo il suo credo, affinché la transizione non duri 2 o 3 anni».

Milinkovic e Luis Alberto insieme, Sarri ha trovato il modo di farli coesistere?

«Partiamo dal presupposto che se ho la possibilità di scegliere il sistema di gioco e poi i giocatori, decido come giocare e poi vado a comprare i giusti interpreti. Alla Lazio è andata diversamente, Sarri ha trovato praticamente la stessa squadra dell’anno scorso. È pur vero che Sarri dovrebbe ottimizzare il materiale che ha basandosi sulle eccellenze in rosa. I migliori interpreti biancocelesti sono Acerbi, Leiva, Milinkovic, Luis Alberto e Immobile. Sarri dovrebbe trovare un sistema che faciliti il suo modo di intendere calcio. Sono arrivati dei tasselli nuovi, ma lo zoccolo duro è rimasto quello».

Sarri è troppo integralista?

«Lo conosco, non è come Zeman che è immutabile e usa solo il 433. Sarri ha giocato anche con il 442 e il 4312, per esempio al Chelsea e alla Juventus. Alla Lazio ha modificato qualcosa pur tenendo fede ai suoi principi, accettando ovviamente il materiale a disposizione».

Dopo l’esperienza all’Ascoli lei attualmente fermo. Bolle qualcosa in pentola?

«Per il momento solo chiacchiere, niente di concreto. Aspetteremo, spero di tornare presto in panchina».