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2014

De Martino: “Vogliamo ridurre le distanze dai tifosi e vivere insieme la passione che ci accomuna”

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Dall’estate 2008 a Formello, Stefano De Martino è il direttore della comunicazione della Lazio. Radio, tv, magazine. La crescita è stata costante. C’è altro lavoro da portare avanti. Non sono mancate tensioni e contestazioni. Il Corriere dello Sport lo ha intervistato chiedendogli un mini-bilancio e alcune valutazioni sul futuro.

Quali sono gli obiettivi del 2015?
«Rispondo per le mie competenze. Lavoriamo per fare in modo che Formello diventi il centro di produzione tecnologicamente più avanzato a livello di comunicazione per una società di calcio. L’auspicio è che il tifoso viva ancora a più stretto contatto con la nostra realtà. Lo confesso. Mi piacerebbe arricchire l’intrattenimento, creando una sorta di parco giochi della Lazio. Vantiamo l’orgoglio di aver creato la prima radio di una squadra di calcio di serie A, altri ci hanno seguito, non ci fermeremo. Questi sono gli obiettivi del 2015 a cui ci avvicineremo con il lancio delle app e l’allestimento di un portale web».

La gestione Lotito è stata piena di difficoltà. Cosa pensate di fare per ricostruire il rapporto con una tifoseria distante da sempre?
«Ho notato un’inversione di tendenza dall’inizio di questa stagione con la presenza e un calore del pubblico differenti nei confronti di squadra e società. Con il lavoro e con i risultati l’auspicio è di accorciare ancora di più le distanze e vivere insieme la passione che ci accomuna».

L’immagine positiva da ricordare?
«Ci sono stati passaggi significativi durante l’anno, una lenta risalita. Vado fuori dallo sport. L’incontro con Papa Francesco è stato il momento più emozionante, indimenticabile per i nostri colori. In quell’abbraccio c’era anche tutto il nostro popolo».

La Lazio è spesso inavvicinabile per i media, se non attraverso i canali ufficiali. Continuerete così o vi aprirete?
«Si è appena chiusa una prima fase di allestimento dei mezzi di comunicazione, c’è voluto del tempo. Si apre ora la seconda fase che prevede la scelta di partnership nazionali e internazionali con cui lavorare gomito a gomito per offrire un prodotto sempre più competitivo e ricco ai nostri tifosi. Quando sono arrivato la Lazio nel 2008 era nuda. Oggi la Lazio indossa un abito tecnologico di prima sartoria ed è pronta per dialogare meglio con la sua gente». f.p.