Caso Lotito Zarate, Mignogna: «Lotito fu prosciolto dalle accuse di Di Canio»

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L’avvocato Mignogna ha voluto dire la sua sul caso Lotito Zarate sollevato da Le Iene, puntualizzando un aspetto omesso dal programma TV

In seguito al recente servizio trasmesso da Le Iene, relativo ad un contenzioso tra Claudio Lotito, presidente della Lazio, Mauro Zarate, ex calciatore della società biancoceleste, e l’intermediario dell’operazione Luis Ruzzi, l’avvocato Gian Luca Mignogna, tramite Laziostory.it, ha voluto approfondire la polemica riguardante alcune dichiarazioni di Paolo Di Canio sulla vicenda.

«Nonostante l’ingaggio di Mauro Zarate da parte della Lazio risalga addirittura al 9 luglio 2008, il controverso servizio de “Le Iene” è andato in onda martedì scorso scatenando un fitto scambio di comunicati e controcomunicati, la vibrante protesta dei tifosi laziali che “sospettano” che l’obiettivo finale dell’inchiesta – così come di altri servizi mediatici – sia stata la Lazio o non il suo presidente ed il conseguente flashmob “La Lazio non si tocca!” che a suon di striscioni ha invaso la Capitale, il Latium Vetus e non solo.

Filippo Roma e Marco Occhipinti hanno voluto puntare i riflettori sul contratto che 12 anni fa portò alla corte di Claudio Lotito l’attaccante argentino, sostenendo che il presidente della Lazio si sarebbe reso protagonista di evasione fiscale, frode fiscale e falso in bilancio nella transazione che portò all’acquisto dell’attaccante.
Claudio Lotito ha affidato la sua replica ad una nota ufficiale, con la quale ha lamentato che il servizio ha provocato gravissimi danni alla sua persona e alla S.S. Lazio Spa, società quotata in Borsa, eccependo che i contenuti ivi rappresentati sono del tutto inattendibili ed infondati e che di questo i responsabili saranno chiamati a rispondere nelle competenti sedi penali e civili.
Il team de “Le Iene” ha fatto parlare Mauro Zarate e Luis Ruzzi (suo procuratore dell’epoca), che hanno colto l’occasione per muovere le loro supposte accuse contro il presidente della Lazio, tutte da provare, mentre la redazione Mediaset si è premurata di “arricchire” il servizio inserendo anche un vecchio filmato in cui l’ex calciatore Paolo Di Canio ingaggió un veemente scontro dialettico con il patron biancazzurro.
Nel corso di un programma televisivo del 13 marzo 2011, l’ex capitano laziale aveva definito esagerata la cifra di 37 milioni di euro a suo dire pagata dalla Lazio per Mauro Zarate, scatenando la reazione di Claudio Lotito che rispose: «Lei dice cose totalmente false, pensi a fare il giocatore e a non parlare di analisi economiche visto che non è informato e non sa quello che dice».
Come riporta Umbria24.it, i rapporti tesi tra Di Canio e Lotito divennero ancora più aspri dopo quella affermazione, per la quale l’ex calciatore presentò una denuncia per diffazione presso la Procura della Repubblica. A maggio del 2015, tuttavia, i Giudici di Terni hanno assolsero in primo grado il presidente della Lazio da ogni accusa.
Paolo Di Canio impugnò quella sentenza, ma l’anno seguente anche la Corte d’Appello di Perugia, dopo aver acquisito sia il suddetto filmato che il fascicolo della Procura della Figc, prima derubricó l’atto di imputazione da “diffamazione” ad “ingiuria” e poi emise una sentenza di proscioglimento a favore di Claudio Lotito, perché il fatto – l’ingiuria – per la legge non costituiva più un reato.
In uno Stato democratico come l’Italia,  l’inchiesta costituisce un caposaldo della “libertà di informazione”, ci mancherebbe, se non fosse che ad essa fa da doveroso contraltare il correlato “obbligo di informazione”. Tutto questo perché gli utenti finali – i telespettatori – vantano a loro volta il cosiddetto “diritto all’informazione”, che deve essere garantito in maniera “completa e compiuta” e non soltanto “parziale e capziosa”.
Se “Le Iene” avessero inserito nel loro servizio anche gli aspetti giudiziari sopra richiamati, certamente avrebbero reso piena contezza dell’oggetto del contendere e la “testimonianza Di Canio”, senz’altro più amato dai laziali per le sue prodezze nei derby, avrebbe avuto un impatto assai più oggettivo e assai meno invasivo agli occhi dei telespettatori.
Purtroppo le cose non sono andate così, Claudio Lotito e “Le Iene” se la vedranno nelle opportune sedi giudiziarie, ma intanto i tifosi biancazzurri hanno dovuto subire l’ennesima onta mediatica.
Verrebbe cristianamente da dire: perdonate loro, perché non sanno quel che fanno! Poi sorge il dubbio: oppure lo sanno perfettamente? A tal proposito qualcuno argutamente sosteneva: a pensar male si fa peccato, ma spesso…».

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