Cana: «Il 26 maggio un ricordo indimenticabile. Strakosha diventerà un grande portiere»

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Ai microfoni di Radio Sei è intervenuto Lorik Cana. Il difensore albanese, che ha vestito la maglia della Lazio per quattro anni, ha analizzato il match di domani tra la Nazionale di De Biasi e l’Italia, con un pensiero anche alla sua esperienza nella Capitale

«L’Albania negli ultimi anni ha avuto un boom perché è arrivato De Biasi che ha accelerato un processo fondamentale: ha convinto i migliori albanesi a giocare per l’Albania. Spesso infatti i miei connazionali cresciuti all’estero hanno scelto di giocare per il paese che li ha ospitati, come per esempio Behrami, Dzemaili, Xhaka, Januzaj. Con i nuovi innesti è stato fatto un salto in avanti eccezionale – spiega Cana – Il 26 maggio? La cosa più bella è stata come l’ha vissuto la gente. L’appuntamento era particolare e abbiamo risposto presente. Uno dei momenti che fa la differenza in una carriera calcistica e uno dei più bei ricordi che ho. Sull’assenza del pubblico allo stadio influiscono tante cose. La questione sicurezza non favorisce, così come le condizioni degli stadi italiani che non sono al livello dei francesi, tedeschi e inglesi. La squadra comunque negli ultimi anni ha sempre raggiunto gli obiettivi, certo il sogno è la Champions, due anni fa ci siamo riusciti. Dopo un grande successo però l’ambiente molla e si va incontro alle delusioni. Il mondo Lazio in questo deve migliorare. L’alternanza dipende anche dalla mentalità dei giocatori: spesso chi arriva non ha alle spalle esperienze importanti. Per mantenere alto il livello si richiede di lavorare sempre al massimo. Comunque mi piace tantissimo che la società punti sui giovani, inoltre è arrivato Immobile che è di livello internazionale. I biancocelesti hanno un futuro incredibile con un allenatore giovane che regala freschezza. Ci saranno altre difficoltà fino alla fine della stagione, ma poi sta alla società far crescere la squadra e portare un po’ d’esperienza». 

MILINKOVIC E STRAKOSHA – «Milinkovic non lo conoscevo, Tare me ne aveva parlato descrivendo un potenziale enorme. Di solito sui futuri campioni lui non si sbaglia, ha un buon occhio. Il ragazzo lo scorso anno ha fatto esperienza e questa stagione si è confermato. Sarà uno dei più forti in Europa. Per quanto riguarda Strakosha lo conosco benissimo, ho giocato con il padre in nazionale. Thomas è arrivato a Formello a 17 anni, ha avuto un grande spirito e con il lavoro è cresciuto – spiega Cana -. Ha sfruttato la grande opportunità che arriva una volta nella vita. Può diventare il numero uno e continuare a crescere, una cosa non esclude l’altra. Marchetti poi è un portiere di livello internazionale, Berisha è in prestito all’Atalanta. Spetterà alla società decidere su chi puntare. Il mio futuro? Il calcio mi manca tantissimo. Dopo l’Europeo ho deciso di fermarmi, al 99% è una scelta definitiva, la salute non mi permetteva più di giocare ad alti livelli: ho avuto un problema di schiena al primo anno a Roma che mi ha creato spesso problemi anche in allenamento. Le squadre dove ho giocato mi hanno lasciato ottimi ricordi, con la Lazio è stato così». 

TARE – «Igli lo sento poco. Negli ultimi due anni l’ho incontrato appena due volte: una in nazionale e una quando sono venuto a Formello a salutare gli ex compagni. Spero che faccia il massimo per permettere alla Lazio di rimanere in alto. In futuro credo di rimanere nel mondo dello sport, sto portando avanti la mia fondazione in Albania per costruire negli asili strutture sportive. Sto seguendo il corso da allenatore e dirigente, a breve deciderò cosa fare», ha concluso Cana.