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Borghi: «Col Cagliari nel 2018 la svolta. Lazio mina vagante, ecco perchè in Champions ha un vantaggio enorme»

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Il noto commentatore DAZN Stefano Borghi ha commentato l’impresa della Lazio sul canale Youtube

Il noto commentatore DAZN Stefano Borghi ha commentato l’impresa della Lazio sul canale Youtube. Ecco le sue parole sul cammino Champions dei biancocelesti.

SU DOVE E’ NATA QUESTA LAZIO FORMATO CHAMPIONS – «Questa Lazio capace di chiudere entrambe le ultime due stagioni con almeno un trofeo in bacheca, che l’anno scorso ha dimostrato di poter lottare per lo Scudetto, che adesso irrompe al tavolo delle grandi del continente, è nata il 22 dicembre del 2018, giorno di Lazio-Cagliari all’Olimpico. Me lo ricordo bene perché ho commentato quella partita, la prima in cui Simone Inzaghi ha schierato tutti assieme dal primo minuto Luis Alberto, Milinkovic-Savic, Correa e Immobile. Era un gran brutto momento: la squadra non vinceva da sette giornate, aveva otto punti in meno dell’anno prima, segnava poco ed era fuori dai primi quattro posti della classifica. Tirava un’aria freddissima attorno a Inzaghi, che in quel pomeriggio in cui festeggiava le sue cento panchine in Serie A rischiava di perdere la sua. La solita critica gli chiedeva a gran voce di cambiare sistema di gioco, di passare alla difesa a quattro perché non era ammissibile aver segnato ben diciassette reti in meno del campionato precedente. E lui, fiero, convinto, preparato come è sempre stato, aveva deciso che si sarebbe anche potuto spezzare, ma non si sarebbe piegato. La sua convinzione non si è mai spostata da un sistema di gioco che offre una traccia di partenza equilibrata, ma che poi sviluppa una qualità che solo adesso sta scoprendo anche l’Europa. Perché è stato da quel momento, da quel Lazio-Cagliari 3-1 che ha alzato il sipario sulla nuova primavera biancoceleste, che Luis Alberto ha cominciato a prendersi il campo, che Immobile è diventato un terminale da Scarpa d’Oro, che Joaquin Correa si è avvicinato alla porta aumentando la varietà delle soluzioni da gol e che Milinkovic-Savic, partendo da più lontano, è diventato un centrocampista centrale con una completezza da top.

SUL VANTAGGIO SUL PALCOSCENICO INTERNAZIONALE – Da lì la Lazio ha cominciato a vincere. Da lì la Lazio è diventata quella che vediamo oggi, e che ora comincia a conoscere anche tutta Europa. Sì, perché il percorso fatto dalla squadra di Simone Inzaghi nel girone di Champions ha dimostrato fondamentalmente tre cose importantissime: la prima è che ha un gruppo vero, forte, determinato a superare ogni avversità possibile (e in questi mesi ce ne sono state tante, a trecentosessanta gradi…); la seconda è che il calcio che sa esprimere è un calcio di stampo internazionale, che finisce per concedere qualcosa ma che parte dal presupposto che per vincere bisogna creare, attaccare, aumentare sempre il livello qualitativo; la terza cosa – e forse è una chiave importante per capire anche questa stagione un po’ ondivaga – è che se per noi la Lazio e il suo gioco sono realtà dichiarate e conosciute ormai da un biennio, per chi la affronta in campo internazionale non è ancora così. Ed è un vantaggio enorme. In Serie A, il campionato più tattico e per questo più difficile che ci sia almeno in termini strategici, qualche misura alla Lazio è stata presa, ma in Europa non ancora. Perciò chi se la ritroverà di fronte agli ottavi di finale rischierà grosso».

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