Bonatti: «Final Eight traguardo importante. N’Diaye come Keita? Lui è molto…»

bonatti primavera
© foto Lazionews24

In una lunga intervista, Andrea Bonatti – mister della Primavera – parla dei suoi ragazzi e del traguardo raggiunto: le Final Eight

Una stagione eccezionale. Un anno che doveva essere di transizione, di ripartenza, ma che si è rivelata spettacolare. La baby Lazio ha seguito le orme della prima squadra: senza aspettative e sorprendendo tutti ha inanellato un successo dopo l’altro. Le Final Eight sono state centrate con ben due giornate d’anticipo, merito dell’operato di mister Bonatti che ha impresso ai suoi ragazzi il giusto spirito. Raggiunto dai microfoni di Lazio Style Radio, il tecnico commenta così il periodo positivo: «Siamo contenti di aver raggiunto questo traguardo. Ho a che fare con un gruppo intelligente. Noi siamo una squadra che indipendentemente dal risultato ha acquisito la maturità giusta per saper gestire il momento della gara. È un elemento importante perché caratterizza le squadre di un certo valore. Ben 28 punti in 11 partite è un dato incredibile, che la dice lunga sul valore di questo collettivo». 

Cosa è cambiato?  «A inizio stagione i ragazzi avevano poca esperienza, c’erano tanti ragazzi da scoprire, con un passato in posizioni diverse. Ora sono maturi, consapevoli dei propri mezzi. Disporre di calciatori duttili tatticamente è un elemento importante. I limiti li impone la mente. Non mi accontento mai, abbiamo l’obbligo di compiere un ultimo passo. Sento che abbiamo ancora qualcosa da dover migliorare». E i suoi ragazzi: «Rossi è cresciuto molto e maturato. Punto molto su Portanova, è giovane ed ha avuto molto spazio. N’Diaye il nuovo Keita? Sa bene quali sono le regole del mio gruppo, e lui ha dimostrato di saperci stare. Ha saputo tirar fuori il carattere. Ha grandi qualità. Ha ambizione ed è un ragazzo positivo».

Un esempio di tecnico da seguire? «Sarri è uno dei tecnici che stimo di più, dal quale traggo spunto per molte analisi video. Non ho un passato da calciatore, sono un autodidatta, vedo tante partite, di tutte le categorie e di tutti i campionati». Per chiudere un pensiero sulle prossime competizioni: «Anche nelle difficoltà, bisogna sempre avere ottimismo e l’ambizione di uscire fuori dai momenti difficili con il lavoro. Le finali sono gare particolari, secche, dove servirà fortuna, i dettagli faranno la differenza. Mi auguro di arrivarci con lo spirito leggero ma con mente piena di idee e contenuti».