Atalanta, Gomez: «Aspetto domani per abbracciare la Coppa! Io alla Lazio? Vi dico che…»

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Gomez risponde alle domande dei cronisti presenti, durante la conferenza stampa della vigilia della finale di Coppa Italia

Dopo le parole di Lulic ed Inzaghi è il turno del rappresentante dell’Atalanta: Gomez. Il giocatore, affiancato da Gasperini, ha risposto alle domande dei cronisti presenti durante la conferenza stampa della vigilia.

Cosa rappresenta questa finale per l’Atalanta? È la partita più importante della tua carriera?

Rappresenta tantissimo, è molto tempo che questa squadra non vince trofei. Penso che questa possa essere una cosa straordinaria per la storia del club. Io non ho mai alzato trofei e poterlo fare con una delle squadre migliori sarebbe fantastico.

Sei qui dal 2014, quando sei arrivato l’Atalanta era un’altra squadra. Cosa pensi?

Diciamo che c’è stato un cambiamento di tutti, soprattutto della società e della mentalità. Da quando è arrivato Gasperini che ha cambiato la testa di tutti che prima pensavano alla salvezza, adesso invece si gioca per traguardi molto più importanti. La società è tra le migliori, ma senza di lui forse non sarebbe successo. 

Cosa farete nel caso di vittoria?

Balleremo!

Che effeto fa avere la Coppa così vicino? Coi tre davanti, sentite pressione?

Pressione no. Diciamo che noi tre finalizzatori possiamo dire di essere i più esperti. Al contrario noi ci divertiamo, anche in settimana durante gli allenamenti: è un piacere allenarci. La Coppa? Vorrei abbracciarla ma non posso. Aspetto domani! 

Sono due anni che a Roma si parla di lei, che effetto fa sfidare la Lazio in finale? Qual è il segreto di questa stagione?

Non mi fa nessun effetto, so che c’è stato un interessamento ma ho sempre detto di essere convinto di rimanere a Bergamo. Io sarei restato, non c’è da discutere. Io sono nato trequartista, da tutta la vita, anche nelle giovanili, poi nel calcio ci sono stati cambiamenti ed ho cominciato a giocare in diverse posizioni. Con la partenza di Cristante, abbiamo deciso col mister diprovare ed è andata benissimo, ho cominciato a prenderci gusta con questa nuova posizione ed ora me la godo.

A Bergamo sei un simbolo e capitano, che emozioni vivi nellos cendere in campo da bandiera?

Io sono da cinque anni qui, non so se posso considerarmi una bandiera come De Rossi ad esempio. So di essere importante per la squadra, per i compagni ed i tifosi. In questi anni siamo cresciuti tutti insieme, questo mi rende molto orgoglioso. Sono contento di aver raggiunto tanti obiettivi come questa finale o la Champions League. Questa allegria e questa gioia del popolo bergamasco ci rende felicissimi.