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Juventus infuriata, la colpa è della Lazio: c’è un errore grave

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In casa Juventus la tensione è palpabile e non certo per lo sterile pareggio contro il Milan. La Lazio ha gettato i bianconeri nella confusione più totale.

La Lazio torna in campo questa sera contro l’Udinese in un clima sportivo decisamente surreale e malinconico. Lo Stadio Olimpico si presenterà infatti quasi del tutto deserto a causa della durissima e perdurante protesta dei tifosi.

I sostenitori biancocelesti continuano a far sentire il proprio profondo dissenso disertando in massa gli spalti dell’impianto capitolino, anche se la sfida odierna, in realtà, ha ormai pochissimo da offrire in termini di ambizioni di classifica per Maurizio Sarri.

Tuttavia, il morale all’interno dello spogliatoio è letteralmente schizzato alle stelle dopo la magica e indimenticabile notte di Bergamo. L’impresa eroica firmata da Edoardo Motta nella semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta ha rivitalizzato l’intero ambiente laziale.

Le quattro parate consecutive sui calci di rigore hanno rapidamente trasformato il giovane portiere nell’idolo assoluto dell’esigente piazza romana. Questa incredibile esplosione di talento ha finito per coinvolgere, in maniera tanto indiretta quanto rumorosa, anche la Juventus.

La favola sportiva del ventunenne ha infatti riaperto una vecchia e bruciante ferita dalle parti della Continassa. La dirigenza bianconera è ora costretta a confrontarsi pubblicamente con un abbaglio clamoroso e imperdonabile commesso qualche anno fa.

Cortocircuito bianconero: chi ha bocciato Edoardo Motta?

L’affermazione su scala nazionale di Motta ha scatenato una vera e propria caccia al colpevole all’interno dell’ambiente juventino. Inizialmente, le frettolose indiscrezioni avevano puntato il dito contro la passata dirigenza, mettendo nel mirino l’operato di Cristiano Giuntoli.

Le ricostruzioni più accurate, però, scagionano totalmente i vertici della prima squadra da questa pesante e infelice responsabilità. La decisione di bocciare il promettente talento piemontese maturò esclusivamente all’interno dei ristretti quadri del settore giovanile bianconero.

L’addio si consumò al termine del suo naturale percorso nell’Under 15, su precisa e insindacabile indicazione di Massimiliano Scaglia. A supportare l’ex dirigente del vivaio ci fu anche la dettagliata e fatale relazione tecnica stilata da Filippi.

Secondo i resoconti redatti all’epoca dei fatti, Motta venne etichettato come un profilo in netto e preoccupante ritardo strutturale. La Juventus decise così di scartarlo a cuor leggero, scegliendo di puntare le proprie fiches sul coetaneo Giovanni Daffara.

Una scommessa tecnica che si è rivelata perdente su tutta la linea, considerando che quest’ultimo milita nell’Avellino. Oggi, osservando i veri e propri miracoli dell’estremo difensore della Lazio, la dirigenza piemontese si interroga sulle proprie dinamiche interne.

A Torino restano solamente i grossissimi rimpianti per una svista memorabile che ha arricchito le casse e le prospettive di una rivale. In casa Lazio invece si pensa a come dire a Ivan Provedel che, al suo rientro, potrebbe perdere il proprio posto da titolare.

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