Keita, Savini e Bollini: «Ha poca umiltà, ma un dribbling spaventoso. Con Pioli non si piacevano»

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© foto Foto @F.C. Inter

Keita è un giorcatore dell’Inter. E mentre Spalletti si coccola il senegalese, l’ex agente Savini e l’ex allenatore Bollini lo ricordano in un’intervista

Partirà titolare Keita Balde Diao. Sotto la guida di Spalletti, sarà suo il compito di dare valore all’attacco dell’Inter nella sfida contro il Parma. difficile però dimenticare il ragazzo esuberante che è stato, mentre muoveva i primi passi con la casazza della Lazio. A ricordare quel talento, oggi sono l’ex agente Savini e l’allenatore dei tempi della Primavera Bollini, in un’intervista raccolta da Sky Sport:

SAVINI:

«Milano è una città che gli è sempre piaciuta calcisticamente. Mi diceva sempre che voleva approdare all’Inter o al Milan, adesso ha l’occasione e la deve sfruttare bene. Inizialmente ero titubante, poi la Lazio l’ha convinto con il suo progetto. È stato il papà a dargli il consiglio di venire in Italia. Sembrava fosse nato a Roma, dopo pochissimo era già a suo agio. Sfrontatezza, personalità, sicurezza dei suoi mezzi, fortissimo nell’uno contro uno. Il difetto è la poca umiltà. Prima l’aveva poi ha perso questa caratteristica. La gestione Pioli fu un’odissea, non si piacevano a vicenda e ogni giorno era un problema».

BOLLINI:

«Quando è arrivato il primo anno non potè giocare. Abbiamo lavorato molto insieme al medico della Primavera della Lazio per farlo integrare al meglio: organizzavamo amichevoli solo per fare giocare lui. Aveva un dribbling spaventoso. Aspettava che l’avversario sollevasse il piede d’appoggio per sbilanciarlo ed andare via in velocità. Il suo difetto? Mi ricordo qualche errore sotto porta. Quando gioca prima punta non riesce sempre ad esprimere al meglio il suo potenziale».

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