Lazio, Inzaghi: «Scudetto? Non parlo, come il 14 maggio del 2000…»

lazio inzaghi zoff
© foto Db Reggio Emilia 24/11/2019 - campionato di calcio serie A / Sassuolo-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Simone Inzaghi

Simone Inzaghi ha ripercorso le emozioni del secondo Scudetto, vinto da giocatore con la maglia della Lazio

Domani saranno vent’anni dal secondo Scudetto della Lazio. Una giornata incredibile che uno dei protagonisti ha voluto raccontare attraverso le colonne del Corriere dello Sport: Simone Inzaghi ha ripercorso tutte le emozioni di quella giornata, con lo sguardo verso il futuro…

SQUADRA – «Emozioni infinite, che emozione nell’attesa guardando il monitor dove veniva trasmessa la Juve. La sera chiamai Pippo, era molto deluso, ma così è il calcio. Il tempo non passava mai, ricordo la festa nello spogliatoio. Quella Lazio è stata una grande scuola, e infatti quasi tutti siamo diventati allenatori. Eriksson mi diede subito fiducia, faceva ruotare il gruppo e aveva una grande gestione dello spogliatoio. Le scelte venivano sempre accettate. Era una Lazio piena di grandi personalità, che amicizia con Simeone e Couto…».

FESTA SPOGLIATOIO – «Eravamo tutti nello spogliatoio. Mi spostai davanti a un monitor, accanto a me avevo Pancaro e Conceicao, volevamo vedere la Juve in diretta tv, il tempo non passava mai. Ricordo il tripudio nello spogliatoio al momento dello scudetto. Ho rivisto quelle immagini poco tempo fa mentre stavamo festeggiando all’interno dello spogliatoio e l’intervista fatta a caldo dagli operatori della Rai. Si riconosce Walter Pela, il nostro magazziniere. Era un tifoso della Curva, non lavorava ancora alla Lazio, ma si era infiltrato nello spogliatoio, non so come».

REPARTO OFFENSIVO – «Non mi considero l’attaccante di quella squadra. Tutti abbiamo contribuito, chi più chi meno. Io di più nel girone di ritorno. Mi ricordo le partite di Torino con la Juventus e il derby con la Roma in cui fui molto importante. Alla penultima giornata non ero a disposizione, giocò Salas e segnò il gol decisivo. Boksic risolse tante partite, Ravanelli ci diede una grande mano dopo essere arrivato al posto di Kenneth Anderson a gennaio. Eravamo assortiti bene».

SCUDETTO – «Quando si è fermato il campionato stavamo molto bene. Quando ripartirà, cercheremo di farci trovare pronti. Sarà difficile, è come fare un altro ritiro. Giocheremo una volta ogni tre giorni. Adesso ci stiamo allenando in gruppi ben distanti e definiti. Stiamo cercando di aumentare leggermente i carichi per farci trovare pronti. Con le partite ravvicinate dovremo cercare di evitare gli infortuni. Sarà dura, lo sappiamo. Un regalo ai tifosi laziali? Tutti lo sanno, ma non voglio dire niente, proprio come il 14 maggio 2000 prima di scendere in campo…Oggi lo vivrei in modo diverso, ma sempre con intensità. Avevo 22-23 anni, ora 44».

Iscriviti gratis alla nostra Newsletter

Privacy Policy