Conferenza stampa D'Aversa: «Create 5 palle gol senza concretizzare. Nervosismo? Bastava ammonire i giocatori della Lazio»
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Conferenza stampa D’Aversa: «Create 5 palle gol senza concretizzare. Nervosismo? Bastava ammonire i giocatori della Lazio»

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Conferenza stampa D’Aversa, le parole del tecnico giallorosso nel post gara dopo la sfida giocata contro la Lazio

(inviato all’Olimpico) – Cosi Roberto D’Aversa nella conferenza stampa post Lazio-Lecce.

RISULTATO BUGIARDO – «Più che ludicità è mancata anche la qualità. Se concedi una circostanza alla Lazio vieni punito. Abbiamo fatto un’ottima prestazione. Sapevamo che giocando a ritmi alti potevamo metterli in difficoltà, loro venivano da un derby dove avevano speso molto. Noi abbiamo creato 5 palle gol senza concretizzare, ma questo aspetto si può migliorare solo con il lavoro in settimana. Sull’atteggiamento difficilmente puoi lavorare, ma sotto questo aspetto i ragazzi hanno fatto ottime prestazioni».

NERVOSISMO GENDREY – «La domanda mi porta a commentare le scelte arbitrali, ma non voglio farlo. Sono situazioni semplici, sia la sua che quella di Falcone con Immobile. Bastava ammonire il giocatore della Lazio. Chiaro che poi se l’avversario lo stuzzica anche quando sta per terra… In quel momento solo l’aspetto emotivo poteva far cambiare la partita. Loro erano in difficoltà dopo aver speso molto. L’unica cosa da non fare era quello, ma bastava intervenire subito e quelle risse non sarebbero neanche nate».

SODDISFATTO O NO – «Con il Napoli nel secondo tempo, più per responsabilità mia, si è sbilanciata troppo la squadra e negli ultimi 10 minuti abbiamo preso due gol. Poi perdere 2-0 o 4-0 cambia la disamina della partita. All’andata primo tempo ottimo e secondo dove l’abbiamo ribaltata contro una squadra tecnicamente molto brava. Se gli lasci il fraseggio ti mettono in difficoltà. Abbiamo ragionato sull’andare a prenderli alti. Se c’è una squadra tecnicamente brava, più gli dai tempo di giocare e più ti mette in difficoltà. C’è il rammarico di commentare una sconfitta, specialmente visti i tifosi al seguito».

PONGRACIC E RAMADANI – «Brava la società. Pongracic lo conoscevo. I direttori lo conoscevano e sono andati sul sicuro, è un ottimo giocatore che può ambire a certi livelli se rimane nella partita per 95 minuti. Ramadani non sta facendo rimpiangere Hjulmand. Merito del lavoro quotidiano, ma anche altri come Gallo, Gendrey e Gonzalez stanno crescendo. Il loro segreto è il lavoro quotidiano, difficilmente hanno sbagliato un allenamento da quando sono qui».

ALMQVIST – «Rientra, a parte lo spezzone fatto con il Cagliari, dopo complicazioni per due mesi. Non è semplice, ma nonostante questo ha fatto tutta la partita ed è importante. Non me lo aspettavo. Predilige giocare a destra, ma ragionando sull’altro esterno ho preferito sfruttarlo a sinistra con Oudin a destra. Ci è mancato, è un esterno di gamba che salta l’uomo e crea superiorità. Ci auguriamo recuperi la condizione migliore».

SU COSA LAVORARE – «La prossima partita ci vede giocare con la Juve. E’ una gara che si prepara da sè. L’aspetto tecnico in cui devi sfruttare l’occasione che crei. La Juve concede meno occasioni, dobbiamo essere più bravi a costruire occasioni rispetto ad oggi».

PIEROTTI – «Più giocare su entrambe le fasce. I nostri esterni spendono tanto, ci verrà a dare una grande mano. Sugli esterni ci giochiamo il campionato e ultimamente abbiamo avuto situazioni di emergenza».

LAZIO DIVERSA – «Mi ha colpito nella gestione della partita. A differenza dell’andata l’episodio non ci è venuto a favore. All’andata se Immobile non avesse avuto 48 di piede magari sarebbe finita 2-0. Oggi, nonostante venissero da 4 vittorie di fila e avessero speso tante energie fisiche e mentali, nonostante fossero anche loro in una situazione di emergenza, sotto l’aspetto della gestione sono stati bravi ed esperti. Loro dovevano prendere due gialli e ne hanno fatti prendere due anche a noi, sono esperti. Anche sotto il gioco cercano sempre di giocare bene al calcio, stimo molto Sarri. Le sue squadre si vedono sempre quando vanno in campo».

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