Nella notte degli esperimenti Inzaghi mette in vetrina la ‘cantera’

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L’analisi di Lazio-Vitesse, partita del quinto turno del girone K di Europa League terminata con il punteggio di 1-1.

Partita poco impegnativa, al limite dell’allenamento. Chance per chi ha giocato meno di mettersi in mostra e per chi gioca sempre di farsi notare ancor di più. Anche in mezzo al marasma, anche quando i tre punti non sono una necessità. Ieri come ormai da 4 mesi spunta sempre il ciuffo biondo di Luis Alberto. Non era partito bene, anzi molto male davanti la difesa, poi Inzaghi lo scambia con Murgia e tutta la squadra inizia a carburare. Gol da artista e assist servito a Palombi con il terzo occhio. La calma di un veterano ormai l’accompagna in tutte le partite. Si mette al servizio dei più giovani, che a loro volta danno risposte confortanti. Il mai utilizzato Crecco, è uno dei migliori: corre fino all’ultimo secondo interpretando al meglio il ruolo di mezz’ala, facendo tutti i movimenti chiesti sempre da Inzaghi. Non è da meno Palombi, a cui sono arrivati pochissimi palloni giocabili. Uno su tutti poteva trasformarlo in rete, proprio su assist geniale di Luis Alberto, ma il portiere avversario si supera allungando in angolo. Non è più una sorpresa Murgia, così come Luiz Felipe, ormai padrone del ruolo e sempre più leader difensivo. La notizia più bella è l’esordio di Alessio Miceli, a cui Inzaghi regala la gioia dei minuti finali, in cui riesce anche a farsi notare salvando un gol praticamente fatto. Lazio-Vitesse non sarà stata una partita importante dal punto di vista del risultato, ma ha dato molte risposte al tecnico biancoceleste. Dal rientro di Basta alla duttilità di Murgia, fino ad arrivare all’esordio di Vargic. Per non parlare della professionalità di Patric, sempre uno dei migliori pur giocando fuori ruolo da 4 mesi. Pur rivoluzionando la squadra non arriva una sconfitta. Tra rosa lunga e concentrazione sempre alta, la Lazio in Europa è ormai una realtà consolidata.

MICELI MA NON SOLOAlessio Miceli, capitano della Primavera classe 1999. L’anno scorso è stato costretto a sacrificarsi per una stagione intera da centrale difensivo per carenza di alternative. Lo ha fatto con grande professionalità ed educazione senza mai sollevare una polemica. Questo esordio se lo è meritato anche per questo, per aver sempre lavorato in silenzio anche quando far rumore poteva essere più semplice. Prima di lui però ce ne sono stati tanti, tutti cresciuti tra le mura di Formello. Sono 7 per l’esattezza i suoi predecessori. In ordine cronologico: Lombardi, Murgia, Strakosha, Prce, Rossi, Spizzichino, Palombi. Quando si parla di rifondazione di settori giovanili e di squadre che non danno spazio ai giovani dei propri vivai, si deve escludere la Lazio. Con la promozione in prima squadra di Inzaghi, lo staff tecnico insieme alla società hanno lavorato su un nuovo progetto che premiasse tutti i ragazzi più meritevoli e ovviamente con qualità tali da imporsi a questi livelli. A differenza di quanto accadeva prima, ora sul mercato non vengono più effettuate scommesse con di 1-2 milioni per giocatori utili solo a riempire la rosa, ma si preferisce puntare sui propri ragazzi. Esempio lampante è quanto accaduto lo scorso anno a gennaio, quando difronte alla cessione di Leitner, la società di comune accordo con Inzaghi ha preferito richiamare Crecco dal prestito, piuttosto che investire su un’altra scommessa. Questo lavoro impostato negli anni già sta dando i propri frutti e ieri ha visto in campo contemporaneamente tre calciatori che solo 4 anni fa facevano le fortune della Primavera (Crecco, Murgia, Palombi, a cui poi si è aggiunto Miceli). A questi vanno aggiunti Lombardi e Rossi che sicuramente un domani torneranno utili alla prima squadra, così come Guerrieri, calciatore su cui la società crede da sempre. Ora avranno un’altra occasione per mettersi in mostra; il 7 dicembre c’è la trasferta in Belgio contro Zulte Waregem e anche in quella circostanza questi ragazzi dovranno rispondere presente. La Lazio che in Europa non perde mai. La Lazio dei giovani. Semplicemente la Lazio di Inzaghi.

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