Calciomercato
Lotito e il calciomercato, più distruzione che riparazione: uccisa la speranza dei tifosi della Lazio

Lotito con il calciomercato invernale ha aumentato un malcontento già ampiamente diffuso, sembra sia iniziata una distruzione
Il calciomercato in generale non ha mai attirato i favori dei tifosi della Lazio. Perché se per alcune tifoserie è il momento in cui si può sognare qualche grande colpo, nella maggior parte dei casi per i biancocelesti è fonte di arrabbiature. O perché no, l’occasione di scoprire come un acquisto possa saltare per un FAX, una PEC o un nome sbagliato. Ma anche per imparare il significato di termini come “indice di liquidità”.
Questa volta però c’era una speranza diversa legata a questo mercato di gennaio, dopo il blocco estivo c’era la sensazione che la società potesse fare qualcosa per rinforzare la squadra e per rendere felice un allenatore come Sarri che ha accettato di rimanere nonostante le condizioni sopraggiunte a firma già avvenuta.
A distanza di oltre un mese verrebbe da dire una cosa sola: “Poveri illusi”.
Riparazione? Costruzione? No, mercato di distruzione
Quello invernale viene definito in gergo mercato di riparazione, in questo caso per la Lazio sembrava potesse essere necessaria una vera e propria costruzione, alla fine ciò che si è ottenuto è stata una distruzione.
Attenzione non c’è una critica preventiva ai nuovi acquisti, ma era lecito aspettarsi di più, specialmente dopo le cessione di Guendouzi. Da applausi in termini economici, meno in termini tecnico/tattici. A centrocampo i capitolini erano già carenti, dopo la perdita del francese era necessario portare a casa due mezze ali di medio/alto livello. Promosso sulla carta Taylor, una scommessa in piena regola Przyborek. 2007 che ha avuto esperienza solamente in Polonia peraltro in ruoli diversi. Ciliegina sulla torta la partenza di Vecino, sì stanco e a fine carriera, ma che non è stata rimpiazzata neanche numericamente.
In attacco sostituire Castellanos (chapeu per la cessione da 30 milioni) con un giocatore che avesse un maggiore killer Instinct era necessario e decisamente fattibile. Ratkov e Maldini non sembrano essere le persone giuste in questo senso, ma i tifosi laziali saranno ben felici di essere smentiti.
Almeno a bocce forme c’è stato un indebolimento di una rosa già carente!
Romagnoli, Sarri e la preoccupazione per il futuro
A tutto questo si aggiunge la questione Alessio Romagnoli nota ormai a tutti. Il numero 13 salvo stravolgimenti saluterà a giugno e lo stesso destino potrebbe spettare anche a Mario Gila, in scadenza nel 2027 e senza discorsi di rinnovo sul tavolo.
C’è anche Maurizio Sarri che provocato a più riprese dalla società ha sottolineato come i calciatori vogliano andare via non per problemi con lui o con l’ambiente, ma perché vedono poche ambizioni da parte della società.
Situazioni e parole che lasciano grosse preoccupazioni in vista del prossimo futuro, con l’idea che al posto di una costruzione si sia proseguita un’opera di distruzione.

