Montella: “Stimo Petko e la Lazio ma dobbiamo fare punti. Non sarà l’ultimo treno per la Champions”

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C’è grande attesa per il big match della 28esima giornata di campionato tra Lazio e Fiorentina. Punti pesanti quelli in palio domenica sera all’Olimpico per entrambe le formazioni, staccate dai soli 2 punti di vantaggio da parte della squadra di Petkovic. Alla vigila dell’importante scontro per la corsa verso il terzo posto, il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Montella, ha parlato del momento dei suoi uomini nella tradizionale conferenza stampa. ”Affrontiamo una squadra molto solida che nel 2013 ha avuto un rendimento altalenante come il nostro – ha esordito – La classifica ed i numeri dimostrano che si tratta di una squadra ostica. Sarà un match difficile ed importante. Ultimo treno per la Champions? La Fiorentina può arrivare tra il 3° ed il 7° posto. Non sarà un’ultima spiaggia. Il nostro cammino è lineare e continuerà ad esserlo per cercare di rimanere aggrappati a queste posizioni di classifica.”

L’OLIMPICO E PETKOVIC- Ma la posta in palio all’Olimpico sarà ancora più importante del solito: ”Con giocatori bravi è più facile vincere ovunque anche se in casa la Lazio sta facendo le sue fortune. Adesso dobbiamo fare punti in trasferta perché in trasferta siamo scivolati troppe volte. Ora non possiamo più sbagliare. Negli ultimi ko è successo un po’ di tutto: se vogliamo vincere all’Olimpico dobbiamo mettere da parte tutte le sbavature per provare a far nostra la gara‘. Sulla Lazio, l’ex tecnico di Catania e Roma spende vere parole di stima: “Ci sono tante componenti: la Lazio è una squadra matura e concreta che sa gestire i vari momenti della partite. E’ una squadra equilibrata che rispecchia il carattere del proprio allenatore. Sa aspettare molto bene l’avversario per colpire. La Lazio ha un’ossatura di giocatori che stanno insieme da anni. Io e Petkovic ci assomigliamo? Non so se siamo simili: mi piace moltissimo come si comporta in panchina. Ha grande carisma ed ha un grande ascendenza verso la squadra. Mi piacerebbe avere molte sue qualità. E’ un allenatore positivo per il nostro calcio. Lo stimo molto”.

QUESTIONE DI MENTALITA’ – Successivamente, l’analisi di Montella si sposta sull’attuale momento della sua squadra: “La mentalità della Fiorentina deve rimanere sempre la stessa perché la squadra è stata costruita con questo imperativo. La Fiorentina deve sempre giocare come sa. Domenica abbiamo fatto un grandissimo, calandosi nella giusta mentalità della partita. E’ difficile fare gol e dare spettacolo contro il Chievo perché loro hanno dei giocatori che te lo impediscono. Jovetic? Lo voglio vedere domani. Prima si diceva che Jovetic doveva essere tolto, ora ci si chiede perché l’ho tolto. Lui si allena bene e darà le risposte sul campo. Ha molta voglia e vuole sempre primeggiare. A centrocampo abbiamo soluzioni diverse; Sissoko non ha continuità negli allenamenti perché veniva da una forma fisica più difficoltosa degli altri. Chi metto in campo mi deve dare la certezza di poter terminare la partita. Lo stesso discorso vale per El Hamdaoui, che si è fermato da poco.”

IL PUNTO SUI VIOLA – Interrogato sul metodo delle sostituzioni operate nell’ultimo periodo, Montella dichiara: “I cambi vengono fatti sempre in funzione del gioco ed in base al risultato che matura. Spesso sono messaggi che io mando alla squadra. Larrondo domenica è stata un’intuizione perché se non si fosse sbloccato il mio cambio sarebbe stato oggetto di critiche. In queste ultime partite è opportuno fare dei calcoli diversi a partita in corso.” Montella poi fa il punto su alcuni elementi della sua rosa: “Mati Fernandez sta meglio, ora gli manca solo il minutaggio. Roncaglia è stato fermo per una decina di giorni ma adesso l’ho rivisto con gli occhi assatanati e di questo siamo tutti contenti; ha dimostrato di volerci essere con forza. Rossi? Sono contento che torni così almeno lo conosco. Solo dopo che si sarà allenato potremo capire quando potrà tornare in campo”.

GUARDIOLA, MOU E  GLI ARBITRI – Nella conferenza c’è spazio per un’altra somiglianza nei confronti dell’ex “aeroplanino”: Io e Guardiola? Forse ci assomigliamo perché ci vestiamo uguale (ride n.d.r.). Con Pep vado d’accordo perché è una persona molto colta, mi piace molto come allenatore ma stimo molto anche Mourinho’‘. Infine una battuta sull’attuale momento della classe arbitrale: “Credo sempre nella buona fede anche se gli arbitri andrebbero sempre lasciati lavorare”.

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