FOCUS – La Lazio e quella parola sconosciuta in Europa…

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La Lazio e… Prima di tutto la Lazio. Una Lazio con grinta, unione di gruppo, personalità. Una Lazio che sa soffrire, reagire, sbagliare e rimontare. Una Lazio che sa quello che deve fare, che gioca bene, male, ma che in ogni caso non molla mai. Una Lazio così forte non la vedevamo dai tempi dello scudetto. Paragonarle sarebbe un’utopia, ma una formazione con questo carattere non la si vedeva da tempo. Parlare di scudetto o vittoria dell’Europa League appare improbabile o quanto meno affrettato, ma qual che è certo è che Ledesma e compagni stanno acquistando mentalità e sicurezza nei propri mezzi, che nelle ultime due stagioni erano state il vero punto debole dei biancocelesti. Una mentalità vincente ottenuta grazie al sergente di ferro, che tanto sergente di ferro non è. Quel Petkovic totalmente sconosciuto ad inizio stagione, ma che ormai è un beniamino della nord e della gente laziale che se lo tiene stretto. Dopo i disastri con Reja, Petkovic ha chiarito come l’Europa League fosse un obiettivo molto importante per la Lazio. Detto fatto. 9 partite europee: 5 vittorie e 4 pareggi. Eh si, la parola sconosciuta della Lazio in Europa è la sconfitta. Frutto di mentalità e convinzione, che porta i biancocelesti tra le grandi d’Europa. In Champions infatti solo 4 squadre non hanno mai perso: Schalke 04, Juventus, Malaga e Borussia Dortmund. Altre quattro sono le formazioni imbattute in Europa League: Rubin Kazan, Tottenham, Genk e appunto la Lazio.

Un Rubin Kazan che ieri ha espugnato 2-0 lo stadio di chi aveva fatto molto male a Reja nella scorsa stagione: quell’Atletico Madrid detentore del torneo, ormai ad un passo dall’eliminazione. Poi ecco il Tottenham, nello stesso girone dei biancocelesti: sia all’andata che al ritorno finì 0-0. La terza è il Genk, possibile avversario in caso di ottavi di finale. Infine ecco la Lazio. La Lazio di Petkovic, che perdere in Europa non sa. Sa fare altro: vincere, comandare, rimontare, reagire. Scusate se è poco.

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