Scudetto 1915, Bicocchi: «C’è una storia da riscrivere, questo oblio è ingiusto»

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© foto Lazio News 24

Le parole di Giorgio Bicocchi sulla questione Scudetto 1915, la richiesta avanzata per riportare il titolo a Roma

Continua la lotta per lo Scudetto del 1915, nonostante i fari non siano più puntati sul fatto. A tal proposito, ecco le parole di Gigorgio Bicocchi:

«Da quanti anni ormai è sorta la rivendicazione per ottenere ex aequo lo scudetto del 1915? Quasi tre anni. Da allora, per il tramite dell’infaticabile Gian Luca Mignogna, promotore dell’iniziativa, abbiamo consegnato alla FIGC dossier puntuali ed esaustivi che hanno ricostruito con precisione una vicenda oscura e profondamente ingiusta.
Una richiesta – quella della assegnazione ex aequo a Genoa e Lazio di quello scudetto frettolosamente attribuito invece ai rossoblù – che è stata ritenuta fondata anche dalla Commissione ad hoc istituita dalla Federcalcio. Che ha concluso la propria relazione con un invito preciso rivolto a Via Allegri: quella vicenda ha un grave “vulnus”, che si sani al più presto, dando il 50% di quel titolo alla Lazio, i cui giocatori furono costretti a partire per il fronte della Prima Guerra Mondiale. Da allora, su questa storia, è calato un preoccupante silenzio, quasi un immeritato e ingiusto oblio. Magari perché le due Leghe di A e B sono state commissariate e non hanno ancora espresso tutti i rappresentanti da far sedere nel nuovo Consiglio Federale, chissà. Ma il dubbio che si voglia rimandare a data da destinarsi ha fatto ormai breccia ed è nostro compagno ingombrante».

«Ecco perché è giusto che ogni Laziale riservi la massima attenzione su quanto (non) sta accadendo. No al silenzio, no all’oblio: c’è una storia (e un verdetto) da riscrivere, supportata da una documentazione inoppugnabile. Sicuro, noi non vogliamo che Via Allegri diventi all’improvviso il porto delle nebbie. Per questo, per noi, per il nostro passato, per la nostra Storia, per salvaguardare la memoria e il sacrificio dei ragazzi che componevano quella squadra, resteremo vigili sentinelle».

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