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Polverosi: «Curve vuote, un silenzio che turba e trasforma lo stadio in un acquario»

Alberto Polverosi si è espresso in merito al match disputato ieri sera tra Torino-Lazio. Le sue dichiarazioni
Nella giornata di ieri è andata in scena Torino Lazio presso lo Stadio Olimpico Grande Torino, gara valevole per il 27° turno del campionato di Serie A 2025/26! Si sperava in una vittoria, ma purtroppo i biancocelesti non sono riusciti a conquistarla. Si sono fatti sopraffare dalle reti di Simeone e Zapata (2-0).
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L’atmosfera vissuta ha riportato alla mente scenari passati: «Il calcio come ai tempi del Covid». L’editoriale di Alberto Polverosi fotografa una partita surreale, segnata dalle pesanti proteste contro le rispettive presidenze. Sugli spalti, la desolazione è stata totale. «Nell’Olimpico Grande Torino, come sarebbe accaduto nell’Olimpico di Roma, curve vuote, un silenzio che turba e trasforma lo stadio in un acquario». In questo particolare incrocio delle contestazioni, ad avere la meglio è stato Urbano Cairo su Claudio Lotito.
La mossa vincente di D’Aversa
Il debutto sulla panchina granata non poteva andare meglio per Roberto D’Aversa, che ha incamerato i tre punti quasi senza soffrire, eccezion fatta per l’ultimo quarto d’ora. La mossa decisiva è stata l’intuizione tattica di schierare subito insieme in attacco Simeone e Zapata, autori delle reti della vittoria. Il Torino, che arrivava da un solo punto raccolto nelle tre gare precedenti, ha mostrato grande carattere, approfittando della mollezza avversaria e facendo un bel balzo per allontanarsi dalla zona paura.
Il vuoto della Lazio e la resa di Sarri
Di fronte a un Torino volitivo, la Lazio è apparsa morbida, spenta e preda di un’involuzione preoccupante. L’emblema del disastro biancoceleste è la genesi del primo gol subìto, un concentrato di leggerezze: la spizzata di Simeone (1,80 m) che anticipa inspiegabilmente Provstgaard (1,94 m), la morbida chiusura di Romagnoli sul tiro di Zapata e, infine, l’errore di Pellegrini che, invece di spazzare la palla, tenta goffamente di fare scudo col corpo. Una pochezza tecnica e agonistica che ha generato il disarmo di Maurizio Sarri, il quale a metà ripresa, allargando le braccia verso la panchina, ha sentenziato sconsolato: «Loro sono troppo più vivi di noi».
La Coppa Italia come ultima spiaggia
Il cammino in campionato della squadra romana resta fiacco, con appena due punti raccolti in quattro partite dall’inizio di febbraio attraverso un gioco approssimativo. Adesso, come evidenzia Polverosi, «Ora a Sarri resta solo la Coppa e se dovesse arrivare in finale avrebbe reso una stagione sciagurata (non per colpa sua), iniziata col “tranello” dello stop sul mercato e proseguita con la furibonda contestazione a Lotito, in qualcosa da non buttare via del tutto». Tuttavia, per sperare di superare l’Atalanta servirà un approccio diametralmente opposto.