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Moviola Lazio Fiorentina, l’analisi di De Marco sul contatto Gila-Gudmundsson: «Resta decisione di campo»

Moviola Lazio Fiorentina, sotto la lente l’episodio dell’area biancoceleste: richiamo all’On Field Review, il giudizio tecnico dell’ex arbitro De Marco
Nel consueto spazio dedicato alla moviola di Lazio-Fiorentina, riflettori puntati sull’episodio più discusso del match: il contatto in area tra Mario Gila e Albert Gudmundsson. Una dinamica che ha acceso il confronto tra addetti ai lavori e tifosi, soprattutto per l’intervento del VAR.
Nel corso della gara, l’arbitro Simone Sozza aveva inizialmente valutato regolare l’intervento del difensore biancoceleste, lasciando proseguire l’azione senza concedere il calcio di rigore alla Fiorentina. Una scelta coerente con la sua lettura dal vivo, basata sull’intensità del contatto e sulla posizione dei due calciatori.
Successivamente, però, il VAR Daniele Pezzuto e l’AVAR Alessandro Prontera hanno richiamato l’arbitro all’On Field Review, invitandolo a rivedere l’episodio al monitor. Un passaggio che ha riaperto il dibattito sulla soglia d’intervento del VAR.
A fare chiarezza dal punto di vista regolamentare è intervenuto l’ex arbitro Andrea De Marco, che ha espresso un giudizio netto in chiave moviola.
«Il fallo di Gila su Gudmundsson? Doveva rimanere una decisione di campo, il contatto non è tale da far sì che venisse richiamato l’arbitro all’On Field Review».
Secondo De Marco, l’episodio non presentava gli estremi dell’errore chiaro ed evidente, presupposto fondamentale per l’intervento del VAR. Il contatto, pur esistente, sarebbe stato troppo lieve per giustificare una revisione al monitor.
L’episodio riporta al centro il tema dell’uniformità nell’utilizzo del VAR e del confine tra supporto tecnologico e discrezionalità arbitrale. In situazioni come quella di Lazio-Fiorentina, il rischio evidenziato dagli esperti è quello di un’eccessiva sovrapposizione al giudizio dell’arbitro in campo, con conseguenti polemiche.
La moviola di Lazio Fiorentina conferma dunque come la valutazione dei contatti in area resti uno dei terreni più delicati dell’interpretazione arbitrale: una linea sottile tra corretto supporto e intervento non necessario, destinata a far discutere ancora.
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