Medicina sportiva, dallo studio del DNA ai nuovi macchinari: Lotito sogna un Lazio Lab

sinergia lotito
© foto www.imagephotoagency.it

Prevenzione agli infortuni e Lazio Lab: i progressi e le speranze dello staff medico biancoceleste

Nuovi progressi per la Lazio sul fronte della medicina sportiva. Dopo il Napoli in Italia, il Barcellona e il Real Madrid in Spagna e diversi club di Premier League, anche la società di Claudio Lotito ha deciso di investire nella prevenzione agli infortuni. A gennaio i calciatori si erano sottoposti agli esami del DNA, i risultati sono oggi a disposizione di mister Simone Inzaghi e del preparatore atletico Fabio Ripert. L’edizione odierna del Corriere dello Sport ha spiegato, tramite le parole del responsabile dello staff medico Fabio Rodia, l’utilità di questi controlli: «Il test può essere utile per prevenire malattie cardiocircolatorie ed è una tutela per la salute. Nel calcio non migliora il rendimento ma dà una fotografia di quelle che sono le caratteristiche muscolari. Ci possono essere giocatori con fibre più resistenti, più potenti oppure più agili. In questo modo lo staff conosce meglio le caratteristiche specifiche dei ragazzi». I dati forniti aiutano i preparatori a calibrare i carichi di lavoro a seconda degli attributi genetici di ogni singolo giocatore: «Il processo sarà ancora più facile nel precampionato – continua Rodia – Avrei pensato a 3-4 gruppi di lavoro, dividendo la squadra in modo da mettere insieme i giocatori simili sotto il profilo fisico e muscolare». Inoltre, sotto la lente di ingrandimento è finito anche il metabolismo dei professionisti nelle 48 ore successive all’impegno agonistico. I dati, coperti da privacy, permetteranno di correggere la dieta, già controllata da un nutrizionista. Nel campo della tutela della salute, invece l’obiettivo è quello di prevenire malattie ereditarie.

LAZIO LAB – Lo staff biancoceleste può contare su un ecografo e un nuovo macchinario per accelerare la diagnostica. Il dottor Meli, consulente di Rodia, è al lavoro con risultati già tangibili e spera di creare un Lazio Lab. Negli ultimi mesi sono state effettuate ben 150 ecografie effettuate, le ultime a Biglia, Milinkovic e Strakosha dopo Bologna. Secondo il dottor Rodia: «Servono nel quotidiano per individuare avvisaglie di affaticamenti muscolari. Utili per gestire i carichi di lavoro, monitorando la situazione pre e post allenamento». Un’integrazione alla collaborazione con la clinica Paideia, a cui la Lazio si rivolge per gli infortuni importanti. Dopo il cambio fra medici uscenti ed entranti avvenuto ad inizio stagione, da ottobre-novembre gli infortuni muscolari sono diminuiti. Merito ovviamente della prevenzione, e anche della fortuna che finora ha girato bene.