Kovacevic: «Mi sento sia juventino che laziale. Milinkovic può diventare tra i migliori al mondo»

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L’ex attaccante di Lazio e Juventus, Darko Kovacevic, presenta il big-match di domenica tra le sue due ex squadre. La seguirà con un cuore più dipinto di bianconero che di biancoceleste anche se rivela di essere affezionato anche al club capitolino

Un solo anno alla Lazio senza però lasciare il segno. Solo sette presenze, condite da zero reti mentre ben più lunga e significativa è stata la sua esperienza alla Juve. Stiamo parlando dell’ex attaccante serbo Darko Kovacevic che intervenuto ai microfoni di Radio Olympia, ha presentato il prossimo match di cartello tra le due sue ex squadre:«Andai alla Lazio proprio quando Salas si trasferì alla Juventus. Con la casacca bianconera ho giocato con giocatori del calibro di Zinedine Zidane, con il quale mi sento ancora; mi sento più juventino che laziale anche se in realtà sento un pò miei entrambi i club. In quel periodo la Juventus aveva grandi giocatori ma  nella Lazio c’erano elementi del calibro di Nesta e Stam; era la difesa migliore al mondo e per me fu un onore giocare con loro. Peccato non essere riusciti a fare bene in Europa anche perchè il presidente acquistò calciatori del calibro di Mendieta, Mihajlovic, Couto e Lopez». A proposito di Mendieta, Milosevic non si spiega ancora, a distanza di anni, perchè non sia riuscito a rendere bene: «Con il Valencia Mendieta si è aggiudicato per tre volte il titolo di miglior giocatore della Liga ma nonostante fu pagato tanto dalla Lazio, non rese come avrebbe dovuto. Lo stesso successe anche al connazionale De La Pena; il calcio a volte è anche questo. In questo momento sono in Serbia anche se vivo in Grecia e negli ultimi tre anni sono stato direttore sportivo dell’Olympiakos. Il derby? Olympiakos e Panathinaikos sono due club molto rivali e quando giocano contro, alle due tifoserie non è mai concesso di stare insieme. Si respira un odio incredibile, un pò come per Partizan-Stella Rossa. Rispetto a queste due partite, il derby di Roma è molto più tranquillo». Non mancano gli elogi a Simone Inzaghi:«Inzaghi era un ottimo calciatore. Non mi aspettavo fosse bravo anche da tecnico; è davvero in gamba».

Un passaggio d’obbligo anche sul connazionale Milinkovic-Savic che in biancoceleste sta facendo molto bene: «Milinkovic è un talento impressionante e mi sembra che possa diventare uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. Nelle movenze mi ricorda molto Pogba  ma è molto più giovane e può fare ancora meglio di lui. Rinnovo? Se non arrivasse una offerta importante, gli rinnoverei sicuramente il contratto ma se si presenta ad esempio il Manchester City con un’offerta irrinunciabile, la Lazio non può non prendere in considerazione l’eventualità di non cederlo. Fra due anni vedrete che diventerà uno dei migliori al mondo». Il parellelo con l’altro connazionale Djordjevic, è inevitabile: «Tre anni fa volevo portare Djordjevic in Grecia , quando giocava con il Nantes ed era in scadenza di contratto. E’ un buon giocatore, non riesco a capire perchè non renda. Se non sente più la fiducia del club, è meglio per lui cambiare aria. Magari in un altro club può ritornare ad esprimersi al meglio anche perchè è ancora giovane. Se seguo ancora la serie A? Certo anche se rispetto a quando ci giocavo io, c’era più equilibrio con squadre fortissime come il Parma; anche l’Inter, il Milan, la Roma e la Lazio erano competitive. Ora, con tutto il rispetto per la serie A, reputo la Liga, la migliore competizione al mondo, anche più della Premier». Un’ultimo passaggio, sul migliore compagno di squadra ai tempi in cui militava in biancoceleste: «Alessandro Nesta era il migliore centrale al mondo. Forte nell’uno contro uno, nei contrasti ma anche tecnicamente. Anche Stam era molto forte ma Nesta aveva tutto» .

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