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Frey: «Lazio-Fiorentina sempre affascinante. Occhio a Ribery e Immobile»

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A commentare la gara di domani tra Fiorentina e Lazio è un ex d’eccezione: Sebastien Frey. Ecco le parole del portiere viola

Sebstien Frey, ex portiere della Fiorentina, ha analizzato – in esclusiva per il match program biancoceleste – la gara contro la Lazio di domani. Le sue parole:

LAZIO – «Sono partite affascinanti e sicuramente una bella gara. Bisognerà prestare grande attenzione a Franck Ribery e a Ciro Immobile. Le sfide contro la Lazio mi hanno sempre esaltato perché la formazione biancoceleste ha sempre avuto a disposizione dei grandi giocatori e a me è sempre piaciuto confrontarmi con i campioni. Ricordo una partita disputata in casa contro la Lazio che mi ha messo particolarmente in mostra: finì 1-0 per noi, ma la formazione laziale aveva creato tante occasioni da gol».  

IN PORTA – «La Lazio vanta la coppia composta da Reina e Strakosha, la Fiorentina il duo Dragowski-Terracciano: è un lusso ad oggi poter contare su due portieri di qualità, ma in questo momento giocano Reina, un portiere di grande esperienza, e Dragowski, quest’ultimo sta facendo bene». 

FIORENTINA – «È presto per dire che sia fuori dalla crisi, la vittoria con la Juventus ha riportato speranza e un po’ di ossigeno in classifica, ma il campionato è ancora lungo e ora devono confermare la grande prestazione offerta contro i bianconeri, sarà la cosa più difficile».

INZAGHI E ACERBI – «Simone Inzaghi si sta confermando come un grande allenatore: dare continuità in una piazza importante stando sempre sotto pressione gli fa onore. Il campionato è un po’ falsato senza tifosi, credo che sia alla Lazio che alla Fiorentina stia mancando qualcosa nelle gare in casa senza la spinta dei tifosi. Se la società darà la massima credibilità e fiducia a Inzaghi penso che potranno ancora migliorare la squadra in base alle idee del tecnico. Francesco Acerbi ha avuto una crescita importante negli ultimi anni, tutto quello che raccoglie con la Lazio e la Nazionale italiana se lo è meritato, in più credo che, dopo aver battuto la malattia, lui mentalmente sia diventato ancora più forte. Gli faccio i miei complimenti».