Fondazione Gabriele Sandri: «Cinque anni di attività, nove senza te»

Gabriele Sandri
© foto LazioNews24

A nove anni esatti dalla scomparsa di Gabriele Sandri, la fondazione che porta il suo nome lo ricorda così:

CINQUE ANNI DI FONDAZIONE, NOVE SENZA DI TE

 
Questo articolo sarebbe dovuto uscire qualche giorno fa, per suggellare i 5 anni di attività della Fondazione Gabriele Sandri ma come il nome ricorda, la Fondazione nasce per una questione seria che non si può sottovalutare ne tantomeno omettere. Così ci è sembrato più giusto far coincidere questo pensiero con l’anniversario della scomparsa di Gabriele, scomparsa che ha si lasciato un vuoto incolmabile in chi lo conosceva ma che lo ha in parte ridotto con la solidarietà dimostrata da molti, tantissimi che pur non conoscendolo, da subito sentirono il bisogno di manifestare i propri sentimenti in tutta Italia. E si perché prima che la Fondazione vedesse i suoi natali, ci sono stati anni di trasferte in tutto il paese esattamente come faceva Gabriele quando seguiva la sua Lazio. Giornate passate in viaggio per incontrare i rappresentanti delle tifoserie italiane, momenti carichi di intensità emotiva difficili da raccontare, è così che Giorgio, papà di Cristiano e Gabriele le ricorda, per lui infatti ogni viaggio era una scoperta sempre nuova che lo riempiva di orgoglio facendogli conoscere quella realtà che non esitò a definire come la parte migliore del nostro paese.

 
Arrivò quindi il momento in cui il comitato costitutivo (fortemente voluto dall’allora Sindaco di Roma Walter Veltroni che per primo comprese la gravità reale dell’accadimento), dovette lasciare il passo alla costituzione vera e propria della Fondazione Gabriele Sandri. Con l’assegnazione della sede, grazie all’impegno della Giunta capitolina, impegno proseguito senza alcuna interruzione anche quando il testimone passò al Sindaco Gianni Alemanno ed all’assessore allo sport Alessandro Cochi, proprio laddove all’inizio del ventesimo secolo nasceva la squadra del cuore di Gabriele, in Piazza della Libertà nel cuore del Rione Prati si iniziò a muovere nella galassia nebulosa del mondo calcistico e del suo seguito ma approcciando ad esso da un punto di vista differente rispetto al solito. La scommessa consisteva proprio in questo, riuscire a fare cultura partendo dalla storia di chi in quel mondo aveva vissuto e questo significava ascoltare le esperienze sia dei protagonisti principali, ovvero i calciatori ma anche e soprattutto di chi ricopriva un ruolo considerato eccessivamente passivo, i tifosi. Ma il mondo degli appassionati del football è veramente eterogeno, tanto da raccogliere la partecipazione davvero di tutte le categorie presenti nella società, senza distinzione alcuna di classe o credo politico, per cui le testimonianze comprendevano un numero davvero elevato di figure.

 
Da allora, un susseguirsi di iniziative di vario genere, dalla nascita della Biblioteca del Calcio proprio nei locali di Piazza della Libertà, alle innumerevoli presentazioni di libri e mostre fotografiche. In quella piazza è stato realizzato il primo concorso artistico con esposizione permanete delle opere aventi come tema il gioco del calcio ma quello artistico non è stato il solo concorso ad essere bandito dalla Fondazione, all’interno del Festival Nazionale delle Cultura del Calcio, venne infatti lanciato un premio letterario diviso nelle categorie per le opere edite ed inedite. Ma tra un premio ed una presentazione, continuava l’opera forse più preziosa e sicuramente più nobile svolta dai Gruppi Donatori di sangue Volontari intitolati al DJ romano, gruppi in costante crescita su tutto il territorio nazionale; all’esempio dato dai donatori romani, nel periodo antecedente alla costituzione della Fondazione, seguirono in tempi piuttosto brevi quelli di Milano, Lecce, Bari, Andria, Trani ed ancora Pesaro e Trieste. A costoro va sicuramente un ringraziamento particolare per quanto fatto e per quanto continuano a fare lontano dai riflettori, il gesto di chi dona, non ci stancheremo mai di dirlo è forse il più puro in assoluto proprio perché ci si priva di qualcosa di molto prezioso senza un corrispettivo materiale.

 
In questi cinque anni di iniziative e di soddisfazioni, le difficoltà non sono mai mancate, cosi come i momenti frustranti dovuti alla complessità di certi meccanismi legati alla burocrazia ed al sistema comunicativo. Una volta individuato infatti nelle nuove generazioni, l’interlocutore principale al quale sottoporre i nostri progetti, la mole di lavoro necessario si è moltiplicato e con esso le relative spese che per un ente no profit rappresentano un punto interrogativo se si guarda al futuro ed alla continuità. Gli studenti delle scuole medie divennero quindi protagonisti, salendo in cattedra per esprimere il loro punto di vista, accettando di dare delle risposte alle domande nate durante la premiazione del secondo bando letterario Gabriele Sandri presieduto proprio dal Primo rappresentate della Regione Lazio Nicola Zingaretti nel 2013, nella aula magna del Plesso scolastico di Via Silla a Roma.

 
A quell’evento fece seguito il progetto ben più ambizioso denominato “Cresceranno Tifosi” conclusosi non molto tempo fa, con esso sono sorti nuovi dubbi e nuove strategie da intraprendere sempre coerentemente con ciò che Gabriele era e ciò che il suo nome rappresenta oggi stesso; Cristiano, suo fratello prima che presidente della Fondazione, ha da sempre ritenuto che oltre alla cultura ed alla veicolazione di messaggi fondati sui valori piuttosto che sulle parole, non ha mai abbandonato l’idea di usare la Fondazione per fare del bene. Aiutare chi ha meno e chi non ha più nulla ad esempio, cercando di fare ancora meglio di quanto già fatto fin ora con gli ospedali o con i detenuti del carcere di Perugia. Gestire una Fondazione rappresenta un’opportunità per chi vuol fare del bene ed il nome che porta costituisce un onere oltre che un onore, qualsiasi cosa si faccia in nome di Gabriele deve poter continuare ad essere ispirato dal sentimento della generosità, ed in questa giornata in cui si ricorda una vita ingiustamente spezzata ci sembra corretto ribadire quali sono i valori su cui poggia la Fondazione Gabriele Sandri.