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Eriksson: «La mia Lazio avrebbe potuto vincere di più. Inzaghi allenatore? Una sorpresa»

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Sven-Goran Eriksson ha parlato ai microfoni di Radiosei dei suoi trascorsi alla Lazio: le dichiarazioni dell’ex tecnico

Sven-Goran Eriksson ha parlato ai microfoni di Radiosei dei suoi trascorsi alla Lazio.

NATIONS LEAGUE – «Negli ultimi giorni ho visto tanto calcio, con la Nations League. È stata una delusone per la Svezia, per l’Italia, per l’Inghilterra. È un torneo strano, molto strano. Far giocare delle nazionali a metà giugno fa sì che ci siano giocatori stanchi, che vogliono andare in vacanza. Lo hanno fatto per evitare le amichevoli, ma erano partite molto simili. Non giocavano i calciatori migliori e si facevano cambi strani. Ho visto tante partite ma non erano vere partite»

LAZIO – «Durante il campionato l’ho seguita, sul mercato non molto. L’importante per la Lazio è sapere cosa vuole fare, come tutte le squadre. Devono sapere se vogliono giocare in Europa, salvarsi, vincere uno scudetto. A quel punto servono giocatori giusti per raggiungere il proprio traguardo».

MILINKOVIC – «Manca molto tempo ancora per il mercato, ma sicuramente non è un giocatore che si può vendere nell’ultimo giorno della campagna trasferimenti. I cinque cambi? Sono d’accordo, una volta nel calcio erano zero, poi si è passati a uno, a tre e ora a cinque. La cosa importante è che si rimanga su tre possibili slot, oltre quello dell’intervallo. Penso che sia importante che i giocatori in panchina possano sentirsi utili, pronti a entrare durante la partita».

SUA LAZIO – «Dei calciatori della Lazio sento ogni tanto Veron, Mihajlovic e Mancini. Ma non ci sentiamo ogni settimana. Mi fa piacere che stiano facendo molto bene da allenatori i calciatori della mia squadra, è una grande soddisfazione. Mancini era il predestinato, era sicuro sarebbe diventato allenatore. Inzaghi forse è stato la vera sorpresa, come anche Conceicao. Ma erano entrambi giovani quando io ero alla Lazio. Paolo Negro? Un grande giocatore, poteva giocare centrale di difesa o terzino destro, ovunque si metteva faceva una grande partita. Sicuramente avremmo potuto vincere di più, lo Scudetto l’anno prima, ma abbiamo comunque vinto tanto. Mi piace ricordare quel periodo come un grandissimo tempo. Con il Valencia in Champions fu un risultato incredibile, abbiamo perso malamente. Ma il Valencia giocava fortissimo, arrivò in finale. La Champions però non è più bella del Mondiale, quello è un mese sicuramente. Ma la Champions è sicuramente più difficile».