Per Simone e Pippo Inzaghi un pomeriggio da eroi: «Papà era in lacrime»

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Giornata da ricordare ieri per i fratelli Inzaghi che battono Cagliari e Benevento all’esordio stagionale.

Il sabato perfetto. Il sabato dei fratelli Inzaghi: Simone e Pippo, quando il calcio è un affare di famiglia e assomiglia ad una favola. Lazio e Benevento giocano in contemporanea e vincono al debutto stagionale in Serie A. Successo senza storia per i biancocelesti contro il Cagliari: 0-2 grazie alle reti di Lazzari e Immobile. Gol ed emozioni per i sanniti che sul campo della Sampdoria trionfano 3-2 in rimonta con la doppietta di Caldirola e il sigillo di Letizia. Così riporta Il Messaggero in un articolo a firma di Valerio Cassetta. Il post partita di Sky diventa il salotto di casa Inzaghi con i due fratelli collegati dalla Sardegna Arena e da Marassi. «Faccio i complimenti a Pippo. Se li merita per la dedizione che mette nel lavoro, poi era più difficile la sua partita della nostra – spiega Simone -. Ora lo vedremo in Serie A per tanti anni, sta facendo un grande percorso dopo l’esperienza negativa al Bologna». Parole al miele con tanto di ammissione: «Sul 2-0 per noi mi hanno detto quello che stava succedendo a Genova…». Replica immediata dell’ex milanista: «Sono contento per Simone. E’ un esempio per chiunque faccia il nostro mestiere». Galanteria e fratellanza. Quella vera. Dalla “Buca” di Piacenza, il campetto della scuola, al massimo campionato. Un legame forte, quasi simbiotico, fatto di ascolto, sostegno e condivisione. Ieri, la passione condivisa per i Plasmon e il bisogno vitale di fare del gol. Oggi la ricerca della perfezione in panchina e la gestione sapiente del gruppo. Ambizione, rispetto dell’avversario e cura dei dettagli. Due eccellenze del pallone italiano con percorsi virtuosi e diversi. «Ho provato a chiamare mamma e papà, ma papà piangeva e non sono neanche riuscito a parlargli, lo saluto qui in tv», aggiunge Filippo, che poi torna a commentare la gara. «Al di là dei gol mi sono piaciuti il gioco e la mentalità – spiega Pippo -. Se hai questa testa, puoi fare anche rimonte così. Mi hanno fatto molto piacere i complimenti di Ranieri. Le premesse sono ottime, ma abbiamo davanti un percorso lungo, perché la Serie A non perdona. Se sbagli un disimpegno, ti fanno subito gol. Allenare mi piace, a prescindere dalla categoria». Pippo è chiamato a salvare il Benevento. Simone Inzaghi, dopo una stagione esaltante, vuole ripetersi e fare bella figura in Champions League. La vittoria di ieri con i rossoblù è il modo migliore per iniziare l’anno: «La variabile vento era importante, ma l’abbiamo gestita bene e sono molto soddisfatto». Il tecnico laziale mira ad alzare l’asticella e non risparmia critiche, anche quando si ottengono i tre punti: «L’unico appunto è che nel primo tempo avremmo dovuto concretizzare un po’ di più». La mancanza di cinismo sotto porta era emersa già nelle amichevoli. La testa è ora all’Atalanta, sfida in programma mercoledì all’Olimpico, e anche al rinnovo: «Non ho ancora prolungato il contratto con la Lazio perché il mio presidente è molto impegnato e non c’è stato il momento di sedersi al tavolo. Ci sarà però tutto il tempo e ognuno farà le proprie valutazioni».