Mauricio: «Non rimarr⁠⁠⁠ò alla Lazio, con Inzaghi non ci siamo trovati fin da subito»

mauricio
© foto www.imagephotoagency.it

Il difensore centrale Mauricio, è tornato a parlare del primo anno in biancoceleste e di quello che sar⁠⁠⁠á il suo futuro

Dopo un anno di prestito in Russia, presso la corte dello Spartak Mosca, Mauricio dos Santos ⁠⁠⁠è tornato alla Lazio. Un ritorno fatto di tanti lati oscuri, con un futuro sempre pi⁠⁠⁠ù incerto, lui stesso ha espresso chiaramente la volont⁠⁠⁠á di lasciare il club biancoceleste. Nel suo percorso alla Lazio ⁠⁠⁠è stato fondamentale il primo anno con Pioli, fatto di sofferenze e grandi emozioni, con quel preliminare di Champions League raggiunto sul filo del rasoio. Col passare del tempo ⁠⁠ ha avuto un calo, come tutto il gruppo di Pioli, esonerato sul finire della stagione 2015-2016. Con il successivo approdo alla Lazio di Simone Inzaghi, Mauricio non ⁠⁠⁠è stato molto gradito, infatti nella stagione appena terminata ⁠⁠⁠è stato mandato in prestito perch⁠⁠⁠è non rientrava nei piani del tecnico piacentino. Il classe 88′ ⁠⁠⁠⁠, intervistato da LANCE!, ha raccontato dell’esperienza passata in Russia e di ciò che prevede sul suo futuro: «Vivo per le sfide. Fin da quando ho lasciato il Palmeiras, ogni partita è un’opportunità e ce la metto tutta per vincere. Quando sono arrivato allo Sporting ho detto al presidente che mi avrebbe venduto al doppio di quanto mi avesse pagato. Sono andato alla Lazio per il triplo. Nei biancocelesti sono arrivato e ho esordito il giorno dopo a causa dell’infortunio di de Vrij, non sono più uscito dal campo. Quando poi sono stato ingaggiato dallo Spartak il direttore sportivo mi ha detto che voleva la Champions League, io gli ho risposto che stava facendo la scelta giusta scommettendo su di me. La Russia? L’aspetto più difficile era viaggiare per 12 ore lungo tutto il paese per giocare una partita di campionato. Arrivavamo sui campi il giorno stesso della partita e giocavamo a dieci gradi sotto zero, con la neve. A parte questo, adattarsi allo stile di gioco russo non è stato difficile, anche perché il mio allenatore era italiano e io venivo proprio dalla Serie A. La differenza nel numero di partite giocate si sente in due modi: positivo perché riduce il rischio di infortunio, negativo perché c’è il rischio di perdere la concentrazione necessaria per giocare. Per questo motivo ho ingaggiato un apposito staff per fare del lavoro extra ed essere sempre in forma. Il mio futuro? Ho già parlato con la Lazio, non rimarrò a Roma. Ho proposte da Spagna, Turchia e Russia. Vincendo il campionato sono stato valorizzato, ne sono felice. Sarà sicuramente una grande stagione. Il San Paolo mi ha cercato, hanno bisogno di un difensore ma non abbiamo concluso nulla. Questo interessamento mi ha fatto felice, è un riconoscimento. Il Brasile è la mia casa e sarà sempre una possibilità. Un giorno tornerò, ogni cosa a suo tempo». Mauricio ⁠⁠⁠è poi intervenuto ai microfoni di Bate-Bola: «Il mio primo anno alla Lazio è stato magnifico. Siamo arrivati in finale di Coppa Italia, ci siamo qualificati per la Champions League e tutta la squadra ha fatto molto bene. L’anno successivo non siamo riusciti a ripeterci, abbiamo sofferto la mancata qualificazione ai gironi di Champions e l’allenatore Stefano Pioli è stato esonerato. È arrivato un nuovo allenatore, ha fatto le sue scelte e io non ho più avuto spazio né occasione di giocare».