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Lazzari: «Fares timido? Aspettatelo! Serie A? Può vincere chiunque»

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Lazzari

Manuel Lazzari ha parlato a trecentosessanta gradi a Lazio Style Channel

Manuel Lazzari ha parlato a trecentosessanta gradi a Lazio Style Channel, rispondendo alle domande raccolte anche via social da parte dei tifosi.

Su Diego Armando Maradona

«Maradona ha cambiato il calcio, è una leggenda vera e propria. E’ una perdita molto grave è giusto che ci siano questi tre giorni di lutto e il minuto di silenzio sui campi. Dispiace a tutto il mondo, anche a me e a tutti noi».

Sugli inizi

«Ho iniziato a giocare a calcio a cinque, sei anni, e da quel momento non ho più smesso. Ho avuto un momento difficile quando giocavo nel Vicenza, dopo quattro anni un po’ per l’aspetto fisico non mi hanno confermato e ho dovuto ricominciare da zero. Con l’aiuto della mia famiglia sono riuscito a rimboccarmi le maniche e ce l’ho fatta».

Sulle condizioni fisiche

«Quest’anno sono stato fermo tre settimane, purtroppo: prima lo stiramento e poi il Covid, queste gare mi servivano per riprendere la condizione, spero di recuperare ancora meglio e di far bene nelle prossime».

Sulla corsa in campionato

«Quest’anno non c’è una vera e propria favorita per i primi posti. La Juventus negli ultimi anni ha sempre dominato in questa stagione non c’è una squadra che spicca. Sarà un campionato aperto dall’inizio alla fine e noi faremo di tutto per farci trovare pronti fino alla fine».

Sulla prima rete in campionato con la Lazio a Cagliari

«Negli ultimi anni aveva vinto sempre Immobile, che aveva sempre fatto il primo gol in assoluto, quest’anno è toccato a me: quando fai il primo gol della stagione ti regalano una bottiglia di vino, sono contento e spero di continuare così. Il gol contro lo Zenit? Colpa mia perché potevo angolarla di più ma non sono molte le volte in cui mi trovo in quelle posizioni, dovevo fare di più, me lo sono mangiato, ma l’importante era portare a casa la vittoria che ci avvicina al passaggio del turno».

Sull’esordio in Champions League

«Dai campi della serie D a quelli della Champions ce ne passa, per ogni bambino che gioca a calcio è un punto di arrivo che pochi riescono a raggiungere, è un privilegio. Per me è stato qualcosa di unico e se ripenso a tutte le cose che ho fatto per arrivare dove sono oggi mi emoziono e posso solo dire che spero di continuare così».

Sui momenti più belli di una carriera

«Per ora i due momenti più belli della mia carriera sono l’esordio in Nazionale e l’esordio in Champions con la Lazio: è la competizione più importante per un giocatore».

Sui compagni: Radu, Milinkovic e Cataldi

«Sono bravi ragazzi, Radu è veramente simpaticissimo e non c’è un giorno in cui non ridiamo con lui. Con Danilo siamo molto amici anche fuori dal campo c’è un bel rapporto anche quando andiamo in ritiro dormiamo sempre in camera insieme».

Su Fares, compagno anche alla SPAL

«Siamo timidi, stiamo molto tra di noi ma questo fa parte del nostro carattere. Ho parlato con Momo e è molto felice di essere arrivato a Roma, diciamo che adesso di sta ambientando. Anche io l’anno scorso ho fatto molta fatica, ma il giocatore è davvero forte e lo dimostrerà».

Sulle differenze tra  Spal e Lazio 

«Sono due modi di giocare a calcio diversi, la Lazio cerca molto il possesso palla e abbiamo fenomeni che sanno fare questo come pochi quindi è normale che quando ce li hai la maggior parte delle cose le fanno loro e tu ci metti la corsa, la grinta».

 

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