Lazio, retroscena dall’interrogatorio di Lotito: «Lazio incedibile! Bonificata la tifoseria. E su Bisignani…» – Lazio News 24
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Lazio, retroscena dall’interrogatorio di Lotito: «Lazio incedibile! Bonificata la tifoseria. E su Bisignani…»

Lazio, la pagina Instagram di Repubblica Roma ha reso noti gli audio dell’interrogatorio avvenuto tra Lotito e il pm Del Giudice lo scorso 30 giugno

Clamorosi retroscena emergono dai verbali dell’interrogatorio resi dal presidente della Lazio, Claudio Lotito, davanti al pm Lorenzo Del Giudice nell’ambito dell’inchiesta sui presunti tentativi di cambio di proprietà nel club biancoceleste. I verbali dell’audizione del 30 giugno sono stati resi noti dalla pagina Instagram di Repubblica Roma, rivelando dettagli inediti sul ruolo istituzionale del patron, sulle strategie per la tifoseria, sulle pressioni politiche e sui retroscena editoriali.

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Il ruolo istituzionale e la riqualificazione della tifoseria

Il patron biancoceleste ha voluto rivendicare l’opera di risanamento d’immagine portata avanti in questi anni alla guida del club:

«In una città come Roma essere presidente di una squadra di calcio, e glielo dico da Senatore, ha una valenza importante perché ha un’interlocuzione con le istituzioni a tutti i livelli. Poi io, devo dire la verità, l’ho resa anche internazionale la società, cercando di renderla credibile. Ho fatto una bonifica per esempio nel mondo della tifoseria, perché questa passava per una società antisemita e quant’altro. Tra l’altro io sono capogruppo anche alla commissione contro il razzismo, cosa che per la Segre avere Lotito quando era presidente della Lazio sarebbe stato un obbrobrio. Oggi invece mi porta dicendo: “Lotito è l’unico che fa le cose concrete”. E oggi la Lazio, se lei lo vede, è stata totalmente bonificata da questo punto di vista con una lotta continua, con un rapporto continuo tra me e le istituzioni».

La denuncia sui pub della tifoseria e l’illegalità

Proseguendo nella sua deposizione, il presidente della Lazio ha avanzato accuse pesantissime sulle dinamiche gestionali del tifo organizzato nei locali della capitale:

«Dottore, oggi che cosa dicono i tifosi? “Non dovete andare allo stadio perché le partite le dovete venire a vedere nei nostri pub”. Tanto è vero, le faccio vedere e le posso dare anche riscontro di questo, stanno acquisendo anche altri locali, in termini economici, quindi significa che gli frutta bene. Perché lì c’è sicuramente il beverage, il fooding e poi qualche altra cosa che lei può immaginare di natura completamente illegale come lei ben sa. Perché io quando ci fu la storia e all’epoca c’era Giannini, facevano due cose: feci mettere delle micro telecamere e c’erano anche prestazioni sessuali dentro i bagni. In più c’era lo spaccio, tant’è vero che Diabolik l’hanno ammazzato. Adesso ho richiamato un’altra volta il comando della Guardia di Finanza per dirgli: “Guardate che dovete fare le azioni su questi qua”. Qui dietro c’è pure la gestione della malavita con i cosi, i centri, eccetera. Capito? Ma lei ha capito, io sono una visita prostatica fissa. Capito qual è il tema? E questo dà fastidio, no?».

Indipendenza e impegno politico

Nel prosieguo dell’interrogatorio, Lotito ha spiegato i motivi che lo rendono una figura complessa nel panorama romano e l’ingresso in politica:

«Io do fastidio perché sono una persona un po’ libera nei modi di pensare, di agire, di fare, nel rispetto assoluto e pedissequo delle norme. E quindi divento una persona ingombrante, perché io faccio le battaglie di legalità, per la gente. Ho aderito al partito di Forza Italia perché Berlusconi, col quale avevo un rapporto personalissimo di amicizia fraterna e di grande affetto, mi disse all’epoca: “Mi devi venire a dare una mano perché sei una persona diversa, eccetera”. E io mi sono messo a disposizione. Lei basta che va nel territorio in cui sono stato eletto: mi hanno catapultato in Molise, non sapevo neanche dove stesse il Molise, le dico la verità. Io ho fatto tremila cose per questa regione, lo sanno tutti».

I rapporti editoriali e le smentite di Claudio Lotito

Infine, sollecitato dai magistrati sulla conoscenza di figure di spicco e sui contatti con gli editori a seguito delle notizie diffuse dalla stampa, il patron ha chiarito la propria posizione:

«Alla domanda se conosco Bisignani dico: sì, ma non lo frequento. E sulla campagna di stampa, non ho fatto solo smentite ufficiali: ho fatto peggio. Siccome il giornale ha iniziato a scrivere… io l’editore lo conosco molto bene, da bambino. Il padre faceva il portantino poi a un certo punto è stato bravo e ha costruito quello che ha costruito. Il tema qual è? È che io l’ho chiamato e gli ho detto: “Scusa, ho visto che hai iniziato una campagna contro di me”. E lui mi ha risposto: “No io non so niente, sto a Taormina. Questo è vergognoso, adesso prendo Capezzone. Non si deve permettere, tu sei amico di famiglia…”. Ma amico di famiglia da quarant’anni, oh.»

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