Fascetti si racconta: «Anni bellissimi alla Lazio, anche se da giocatore…»

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Eugenio Fascetti racconta i suoi anni alla guida della Lazio, durante la stagione dei ‘meno nove’

Un nome, un’era. Eugenio Fascetti è l’allenatore che ha segnato la storia della Lazio, il condottiero che ha traghettato la squadra in uno dei periodi più bui della storia della società: quello dei meno nove. Un’impresa che rimarrà per sempre incisa. Quest’oggi, il mister è stato ospite a Radiosei, per la presentazione del libro di Lazialità sul suo conto. Un momento speciale di condivisione per ricordaregli anni trascorsi con l’Aquila sul petto: «Da giocatore alla Lazio non é andata benissimo, però ho conosciuto persone fantastiche. Come Bob Lovati, lui non sbagliava una partita». E poi aggiunge: «In un certo momento del campionato eravamo più vicini alla A che alla C. Poi abbiamo passato un momento brutto e siamo scesi in classifica. Il secondo anno dobbiamo ringraziare Savino. Galderisi ebbe quell’annata storta dove fece un solo gol per caso. Lui era molto forte, mi aspettavo almeno 15 gol. Ogni volta che vedo Roma mi emoziono, ho passato anni bellissimi. Forse non merito tutto questo affetto, sono passati tanti anni, ma sembra ieri».

FIORINI E L’ESONERO – «Fiorini per noi era un trascinatore e si faceva voler bene. Aveva dei problemi ai tendini, se fosse stato al 100% avrebbe fatto tanti gol in più. Lui inconsciamente era il leader dello spogliatoio. Di solito era palla a Fiorini in area di rigore ed è gol. Anche se quell’anno segnó poco. Esonero? Ho appreso la notizia del mio esonero dai giornalisti, sono tornato a Roma e ho chiesto al presidente se era vero, e lui me lo confermò. Monelli? È una balla quella. La cosa che mi diede fastidio é che Calleri non mi disse in faccia dell’esonero. Ero molto dispiaciuto per quello che successe».

GREGUCCI  E GIORDANO- Presente quest’oggi anche Gregucci, un uomo chiave per Fascetti: «Quest’uomo ha puntato tutto su di me ed é diventato per me un secondo padre. Se sono stato un calciatore e oggi sono un padre di famiglia, lo devo soprattutto a lui. Ha condizionato il mio percorso di vita non solo professionale». Ad aggiungere belle parole è anche Giordano, seppur non sia mai stato allenato dal mister: «Non sono stato allenato dal mister ma ci tenevo a stare qui. La forza di questa persona ha fatto sì che dopo tutto questo tempo siamo qui a parlarne. È stata una vittoria che ha permesso alla Lazio di essere quello che siamo oggi».

DIACONALE – Per la società, è presente Arturo Diaconale, che racconta: «Io ho cominciato a seguire la Lazio da bambino negli anni 50. Quella di Fascetti fu una Lazio particolare, é bello essere qui ed avere la possibilità di conoscerlo. La Lazio di Fascetti é una leggenda, una squadra che combatteva le difficoltà e ribaltó tutte le previsioni. Alla notizia del – 9 tutti pensavano che non ce l’avremmo fatta. Era una buona squadra, ma senza Fascetti non sarebbe stato così. Si ricorderà per sempre».

INZAGHI –  In chiusura, un commento di Fascetti sulla Lazio attuale: «Inzaghi ha fatto bene e sta facendo bene. Quando ti mancano due giocatori come Milinkovic e Luis Alberto non é facile. Quest’anno non la prendono mai. Diventa dura allenare a Roma tanti anni. Già 4/5 anni qui ti distruggono. A volte bisogna anche difendere la squadra e caricarsi di tante critiche. Io dicevo sempre di sparare su di me ma di lasciare in pace la squadra».

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