Lazio, ‘Festival dell’Horror’: arbitri, sfortuna, calo psicofisico. Niente va come dovrebbe…

Napoli-Lazio
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L’analisi di Napoli-Lazio, partita terminata con il risultato di 4-1 per la squadra di Sarri, proprio come all’andata

Pause, rewind, play. Ed ecco che tutto ad un tratto si torna al 20 settembre. Tutto uguale, dal gol di de Vrij in poi. Un incubo rivissuto di nuovo con modalità simili. Questa volta non c’entrano gli infortuni, i biancocelesti crollano fisicamente e psicologicamente. Senza dimenticare gli errori arbitrali (qui le immagini), quelli non possono mancare mai. Primo tempo da grande squadra, secondo da zona retrocessione. Lazio che si scioglie come neve al sole e si consegna al Napoli. Niente gira bene, basta guardare il secondo e terzo gol subiti (e come) nel giro di due minuti. Squadra quella di Inzaghi che non sta attraversando un periodo di grande splendore psicofisico. La sconfitta col Genoa ha un po’ scombussolato gli animi, dalla vicenda Felipe Anderson alla perdita di tre punti fondamentali che oggi avrebbero permesso alla Lazio di essere comunque terza. Ed ecco che la discesa si trasforma improvvisamente ed incredibilmente in una ripida salita.

CROLLO –
Partita iniziata con personalità e voglia di andare a colpire l’avversario: i biancocelesti passano il primo tempo stabilmente nella metà campo partenopea, creando molti presupposti per fare gol. Sempre pericolosi, sin dalla prima occasione in cui arriva il vantaggio. Molte occasioni non sfruttate al meglio, a cui si va ad aggiungere un fuorigioco inspiegabilmente fischiato ad Immobile a tu per tu con Reina dopo 8 minuti. Tutto perfetto almeno per 43 minuti, con il Napoli innervosito e che non riesce a contrastare questa Lazio. La partita cambia su un’ingenuità di Lulic che si addormenta su un taglio di Callejon e serve su un piatto d’argento il pareggio ai padroni di casa. L’azione per eccellenza che il Napoli ripete almeno 3-4 volte a partita è proprio quella da destra con lo spagnolo che taglia il campo, eppure la Lazio riesce a farsi sorprendere incredibilmente, con l’esterno che si presenta tutto solo davanti a Strakosha. Ingenuità non da squadra terza in classifica, ma non è finita qui. Il pareggio scaturisce solo effetti negativi sulla squadra di Inzaghi che inizia il secondo tempo con molta meno sicurezza: la difesa è più larga e va spesso in difficoltà, cosa mai successa nella prima frazione. Prima Radu tiene in gioco tutti per salvare successivamente in modo miracoloso. Poi Wallace combina un altro pasticcio dei suoi togliendo il pallone dalle mani di Strakosha per in infilarlo nella propria rete. Il brasiliano era preoccupato dalla posizione (irregolare) di Insigne alle sue spalle, ma ovviamente né  il Var né tantomeno gli ufficiali in campo si sono accorti di nulla. Il gol che taglia le gambe è il terzo a dir poco fortuito che riassume alla perfezione il momento no della Lazio. Su quell’episodio i biancocelesti spariscono dal campo rischiando l’imbarcata. Nell’ultimo periodo alla squadra di Inzaghi basta poco per uscire dalla partita. Le rimonte allo Stadium e contro la Sampdoria sono lontane, proprio come la Lazio migliore.

PERIODO NO – Terza sconfitta consecutiva e gambe e testa che non girano più come prima. Lazio stanca fisicamente e psicologicamente. Stanno mancando alcuni interpreti, gli stessi che hanno portato la squadra fino al terzo posto. Luis Alberto ormai da troppo tempo è il fantasma di se stesso. Immobile si impegna e si danna l’anima, ma dopo l’infortunio non è ancora tornato al meglio. Lulic non vive un momento di grande forma. Lucas Leiva e Parolo non sono indistruttibili e anche le loro prestazioni iniziano sensibilmente a calare. C’è bisogno di una ventata di novità, di cambi in grado di regalare energia positiva e forze fresche. Giovedì con la Steaua ci sarà bisogno di un massiccio turn-over, più per reale necessità che per preservare le energie in vista del campionato. Bisogna invertire la rotta e farlo in fretta per evitare che il lavoro di sette mesi non venga vanificato con poche settimane. Ricaricare le energie e ripartire!  A questa squadra manca terribilmente la vittoria, manca il sorriso e l’entusiasmo.  Tutto questo deve tornare al più presto. Il doppio impegno di Europa League e di campionato adesso aiutano la Lazio che prima della Juventus può fare filotto. Ritrovarsi per non rovinare tutto. Lazio, torna in te. Tu non sei questa.

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