
Sergio Conceicao, ex attaccante biancoceleste, ha ripercorso la sua esperienza alla Lazio soffermandosi anche sul futuro e gli obiettivi dei capitolini
Un tuffo nel passato tinto di biancoceleste tra ricordi indelebili, grandi maestri e uno sguardo attento al presente della Serie A. Ai microfoni del podcast La Tripletta, format curato da La Gazzetta dello Sport, l’ex ala e attuale allenatore portoghese Sérgio Conceição ha ripercorso le tappe più significative della sua avventura alla Lazio, analizzando al contempo il momento d’oro vissuto dalla formazione guidata da Gennaro Gattuso:
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RICORDO ESORDIO – «Conservo una memoria nitida del mio debutto contro la Juventus: abbiamo conquistato un successo prezioso contro un’avversaria di altissimo livello. All’inizio del ritiro dovetti convivere con qualche noia fisica e percepivo un velo di scetticismo attorno al mio innesto. Era una reazione comprensibile: ero un ragazzo giovane che proveniva dal campionato portoghese, una realtà distante anni luce dagli standard straordinari della Serie A di quell’epoca».
ERIKSSON – «Il mio legame con Sven-Göran Eriksson era davvero speciale: un uomo d’altri tempi, perfetto per guidare un organico ricco di personalità importanti come la Lazio di quegli anni. Ricordo un suo colloquio che per me rappresentò una svolta totale: mi fece comprendere l’importanza dell’aspetto umano dietro l’atleta. Da tecnico, oggi cerco sempre di entrare in empatia con l’uomo e la sua storia, pur mantenendo intatta la fame di vittorie».
FORMAZIONE DEI SOGNI – «Se dovessi selezionare una Top 11 di compagni sarebbe un’impresa ardua, rischierei di scontentare qualcuno. Tra i pali ho avuto compagni eccezionali come Luca Marchegiani, Gianluigi Buffon e lo straordinario Marco Ballotta. In difesa elementi del calibro di Sinişa Mihajlović, Alessandro Nesta e Jaap Stam, mentre dalla mediana in su ricordo campioni come Javier Zanetti, Ronaldo, Juan Sebastián Verón, Matías Almeyda, Roberto Mancini e Alen Bökšić. A Formello sostenevamo sedute d’allenamento ad altissima intensità, il nostro era un gruppo vincente e dotato di grande temperamento».
TROFEI – «Con la maglia della Lazio ho conquistato quasi tutti i trofei, lasciando fuori soltanto la Champions League. Roma e i tifosi biancocelesti sono impressi nel mio cuore. Sulle sfide contro Diego Simeone? L’ho incrociato in Europa ed sono sempre riuscito ad avere la meglio».
GATTUSO – «La Lazio ha approcciato questa stagione in maniera davvero brillante. Si tratta di una gradita sorpresa, considerando anche l’ambiente complesso che si respira nella capitale. Ero a conoscenza delle tensioni con la tifoseria, ma Gennaro Gattuso ha dimostrato enorme bravura nel trasmettere una carica energetica fuori dal comune. Le prestazioni di Nuno Tavares, tornato su livelli da selezione nazionale, e l’innesto di Davide Frattesi ne sono la dimostrazione evidente. Spero vivamente che il club riesca a stazionare nelle zone nobili della classifica fino al termine del torneo».
ALLENARE LA LAZIO – «Nel corso degli anni ho ricevuto sondaggi da due o tre società italiane. Da professionista valuterei l’opportunità in base al momento storico e alla solidità del progetto sportivo presentato».