Ballotta: «Inzaghi è diventato un grande uomo-Lazio. Sullo scudetto…»

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© foto Lazio News 24

L’ex portiere biancoceleste, Marco Ballotta, si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni dell’Avvenire

L’ex numero uno della Lazio, Marco Ballotta, è intervenuto ai microfoni dell’Avvenire, per parlare del suo passato alla Lazio, ma non solo. Ecco le sue parole:

Presente – «Sono tesserato per il Castelvetro, società di Eccellenza emiliana di cui sono anche il presidente. Ma non sto più in porta. Dopo una vita tra i pali voglio divertirmi, sono passato in attacco. Qualche gol lo segnavo già nelle partitelle d’allenamento. E poi diciamoci la verità, con i piedi ero più forte di Luca Marchegiani».

Lazio dello Scudetto – «Vogliamo parlare della difesa? Gli esterni Negro e Favalli erano una garanzia e noi portieri davanti avevamo la “grande muraglia“: Alessandro Nesta e Sinisa Mihajlovic. Nesta chiudeva tutti i buchi possibili, giocatore mondiale, infatti poi l’ha vinto nel 2006».

MIHAJLOVIC: «Sinisa aveva un carattere particolare, si infiammava per nulla, andava tenuto a freno, ma in campo la sua esplosività faceva la differenza. Da allenatore è diventato più riflessivo e dopo l’ultima prova della malattia è uscito fuori il cuore e il cervello del grande uomo che è. A Bologna, dove abito, lo vedo spesso».

SIMONE INZAGHI: «Devo essere sincero? Neppure io ci credevo. Simone da giocatore sembrava un po’ superficiale, ma è cresciuto a pane e pallone e con il tempo ha affinato le sue capacità tattiche. E poi è un vero «uomo-Lazio», sono vent’anni che vive e lavora a Formello, conosce tutto e tutti».

LA DIRIGENZA: «Lotito e Tare? Una bella coppia, gente che sa dove vuole arrivare. Tare è un grande conoscitore del calcio internazionale, fa comprare a poco per rivendere al massimo. Con Lotito la seconda volta, quando sono rientrato alla Lazio nel 2005, non ci siamo lasciati bene. Però gli va dato atto che, nonostante le critiche e le contestazioni pesanti dei tifosi, dopo tutti questi anni ha avuto ragione lui».

SCUDETTO: «Prima dello stop la Lazio giocava il miglior calcio e ha battuto la Juventus due volte, in campionato e in Supercoppa italiana. È una squadra che ha trovato la continuità, quindi tutto è possibile».

STRAKOSHA: «Ha ancora qualche difettuccio di fabbrica: esce poco dai pali e non comanda sempre la difesa con la giusta personalità, ma è giovane e può ancora migliorare, tanto».

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