La Lazio mette la freccia e prepara la fuga: un ‘mago’ e un ‘pokerista’ firmano il sorpasso

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L’analisi di Spal-Lazio, partita terminata con il risultato di 2-5 per la squadra di Inzaghi grazie al poker di Immobile e alla magia di Luis Alberto

A Santo Stefano era toccato all’Asso di Coppe Senad, all’Epifania invece si gioca a poker con Ciro. La Lazio gioca a carte anche il 6 gennaio e fa un sol boccone della Spal, brava comunque ad opporre resistenza per un tempo. La Befana porta ancora bene ai biancocelesti, che associano questo turno di campionato allo storico derby con gol di Di Canio al ritorno dopo sedici anni. C’è sempre la Roma di mezzo e ne esce sempre sconfitta anche se questa volta non direttamente. Oltre al danno la beffa: il sorpasso era nell’aria e è arrivato ieri. Anche l’Inter va a rallentatore e la Lazio ne approfitta avvicinandosi ancora. Vincendo il recupero la squadra di Inzaghi sarebbe al terzo posto in solitaria. Impossibile non avere l’amaro in bocca guardando la classifica che in questo momento non rispecchia a pieno i valori delle squadre. La Lazio sta dimostrando di essere ad un livello superiore rispetto a Roma e Inter con cui si giocherà il terzo posto. Alla ripresa lo scontro diretto proprio tra le due rivali dirà molto, con i biancocelesti impegnati contro la bestia nera Chievo. Ora meritato relax per i ragazzi di Inzaghi che alla ripresa saranno attesi da un tour de force. Una gara ogni tre giorni fino a marzo, ma la Lazio non si spaventa; ha ancora fame e vuole prendersi tutto.

PASSO INDIETRO PER LA DIFESA – Chiamasi ‘pelo nell’uovo’. Vittoria schiacciante e convincente, ma in queste partite bisogna esser bravi a trovare ciò che non va e migliorarlo. Sicuramente lo staranno facendo anche Simone Inzaghi e Farris dall’alto della loro meticolosità. Nei primi minuti va in sofferenza la difesa, soprattutto sulle fasce con Basta e Lukaku in difficoltà. La Spal costruiva sulla destra con Lazzari e sviluppava a sinistra con Mattiello che andava a chiudere l’azione. Questo leitmotiv ha portato all’azione del rigore e del secondo gol. Lukaku ha faticato a prendere le misure ad uno straripante Lazzari, così come Basta, partito in sordina, ma uscito poi fuori alla grande. I due esterni hanno sofferto nei primi minuti, poi però insieme a tutta la squadra sono cresciuti. In fase offensiva la Lazio metteva sempre in difficoltà gli avversari, sia per vie centrali, ma poi anche sulle fasce; infatti le azioni del secondo e del quarto gol partono dai piedi del belga e del serbo. Quello che invece continua a non dare segnali di ripresa è Wallace, sulla cui testa gravano i due gol presi. Ingenuo nell’occasione del rigore (dubbio), ma soprattutto nell’occasione della seconda rete, quando rimette una palla al centro consegnandola ad Antenucci. Errore da dilettanti come sottolinea lo stesso Inzaghi infuriato dalla panchina. La buona notizia per il tecnico è proprio questa; la Lazio ha preso due gol per errori dello stesso singolo, non imputabili quindi all’intero reparto che dopo i tre gol subiti a Bergamo, ha mostrato un netto miglioramento. Per un attacco che segna a raffica, c’è una difesa molto più attenta. Il perfetto mix per una squadra che funziona a meraviglia.

ATTENTI A QUEI DUE – E poi ci sono loro. Toto e Peppino? No. Stanlio e Olio? No. Luis e Ciro. Un mago e un pokerista. La strana coppia. Quella Supercoppa italiana giocata senza Felipe Anderson sembrava essere una delle poche partite in cui Immobile e Luis Alberto avrebbero giocato insieme e invece oggi sono una realtà della Serie A. La coppia più prolifica: si cercano e si trovano con uno sguardo. Uno inventa l’altro realizza. Ieri ‘mago’ Luis ha svestito per un attimo i panni dell’assist-man, siglando uno dei gol più belli del campionato. Stop e conseguente controllo con la suola che solo i grandi campioni possono vantare. Delizioso ed elegante in ogni sua giocata, lo dimostra qualche minuto più tardi quando regala all’amico Ciro il pallone del 2-1. E poi c’è lui che segna in tutti i modi: sinistro, destro, poi di testa e infine di nuovo con il destro. Entra nella storia della Lazio e si colloca al fianco di Beppe Signori, fino a ieri unico attaccante in grado di superare i 20 gol per due stagioni consecutive con la maglia biancoceleste. 43 gol in 54 presenze con quella maglia che si è voluto cucire addosso. Oggi Ciro rappresenta la ciliegina su un torta golosissima, in cui tutti si divertono e si esaltano nel farlo segnare. Immobile e Luis mettono le freccia e completano il sorpasso. La Roma è alle spalle, l’Inter nel mirino. Ora meritato riposo per la squadra e testa al mercato per la società e allenatore con Caceres in arrivo e il caso de Vrij da risolvere. Tra due settimane la Lazio tornerà e non si fermerà fino a metà marzo. Con un mago e un pokerista nessuno obiettivo è precluso. Uno segna, l’altro si diverte a fare comparire e scomparire il pallone. Sono i migliori, sono i più belli. Attenti a quei due…